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    SOTI: i sistemi legacy frenano la digitalizzazione e mettono a rischio la salute dei pazienti

    By Redazione BitMAT2 Aprile 20262 Mins Read
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    In occasione della Giornata Mondiale della Salute che ricorre martedì 7 aprile, SOTI accende i riflettori sul costo per il comparto sanitario di avere sistemi non integrati e obsoleti

    SOTI-IEO-SolidWorld-Aphel-cyber-sanità digitale-medicina-forum
    Foto di Pete Linforth da Pixabay

    Sanità digitale? Incompleta. Nonostante il settore sanitario faccia ormai completamente affidamento su dispositivi connessi o soluzioni di telemedicina per migliorare la comunicazione e l’assistenza ai pazienti – con il 99% delle organizzazioni sanitarie nel mondo e il 98% in Italia che dichiara di utilizzarli -, la digitalizzazione resta un processo ancora a metà fino a che i sistemi sono obsoleti e mal  gestiti.

    In un settore in cui la velocità e la continuità delle cure sono determinanti per la vita dei pazienti, adottare nuove tecnologie non basta: serve anche implementarle e gestirle in modo efficiente e sicuro all’interno delle organizzazioni, tenendo conto della centralità di mantenere la continuità operativa e avere il pieno controllo, centralizzato e da remoto, dei dispositivi mobili. Ed è qui che emergono le criticità.

    Infatti, secondo il report sul settore sanitario “Sanità digitale: rischi calcolati e sfide nascoste” di SOTI, azienda a livello globale nella semplificazione delle soluzioni di mobilità aziendale:

    • il 96% dei responsabili IT nel mondo e il 92% in Italia segnala problemi con i sistemi legacy, per i dispositivi medici IoT e di telemedicina;
    • due terzi delle organizzazioni (65%) utilizzano sistemi non integrati e obsoleti per questi dispositivi;
    • A livello globale, il 59% delle organizzazioni (47% in Italia) affronta frequenti problemi tecnologici o di inattività nel loro impiego, con ripercussioni sulla continuità operativa e sull’efficienza dei flussi di lavoro.

    Più device mobili, più complessità da gestire per i reparti IT

    Pur aiutando a eliminare processi manuali e ad alleggerire di conseguenza il lavoro degli operatori sanitari, l’aumento e diversificazione dei dispositivi mobili in dotazione (laptop, smartphone, tablet, stampanti mobili, scanner palmari, etc.) rende necessaria una piena gestione di un ecosistema digitale con un quoziente di complessità più elevato, che ad oggi ancora non risulta ancora raggiunta.

    Lo stesso report di SOTI infatti evidenzia che:

    • il 38% del personale IT (il 29% in Italia) non è capace di distribuire e gestire facilmente nuovi dispositivi;
    • la stessa percentuale (e 29% in Italia) non è in grado di fornire assistenza da remoto o ottenere informazioni dettagliate sui problemi dei device;  
    • il 39% (29% in Italia) dichiara di perdere troppo tempo a risolvere criticità tecniche;
    • Per il 36% (27% in Italia) l’IT legacy ha avuto un impatto sull’adozione e integrazione di cartelle cliniche elettroniche.

    Per risolvere questi problemi il settore sanitario dovrebbe non solo investire nella modernizzazione dell’infrastruttura IT, ma anche adottare una strategia di Enterprise Mobility Management (EMM), che consentirebbe di risolvere problemi e interruzioni di attività dei dispositivi da remoto, installare rapidamente nuove applicazioni, gestire e controllare ampie flotte di device. Una strategia di questo tipo permetterebbe di portare a compimento quel percorso di digitalizzazione di cui il settore sanitario ha bisogno per migliorare radicalmente l’assistenza al paziente.

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