Grazie a una piattaforma integrata di comunicazione e sicurezza di Ascom, il Comune di Esbjerg – nella Danimarca meridionale – migliora la tutela degli operatori che lavorano a contatto con persone affette da disturbi psichiatrici e altri bisogni complessi, favorendo un’assistenza più efficace e rispettosa dell’autonomia dei residenti.
Garantire la sicurezza degli operatori è una condizione essenziale per assicurare un’assistenza di qualità, soprattutto nei contesti in cui il personale lavora spesso da solo e deve affrontare situazioni potenzialmente imprevedibili. È una sfida comune a molte strutture socioassistenziali che si occupano di persone con disturbi psichiatrici, disabilità cognitive o altre fragilità, chiamate ogni giorno a trovare un equilibrio tra la tutela degli operatori e il rispetto dell’autonomia e della privacy.
Da questa esigenza nasce il progetto realizzato dal Comune di Esbjerg, in Danimarca, all’interno delle strutture residenziali Kalaparken e Kornvangen, che hanno adottato una soluzione integrata di comunicazione e sicurezza sviluppata da Ascom. La soluzione consente oggi agli operatori di chiedere rapidamente supporto quando necessario e semplifica la gestione delle attività quotidiane, senza alterare il modello assistenziale centrato sulla persona.
La sfida: garantire sicurezza senza rinunciare all’autonomia dei residenti
Le strutture Kalaparken e Kornvangen ospitano persone con esigenze assistenziali complesse che vivono in appartamenti indipendenti, modello abitativo che favorisce autonomia, dignità e qualità della vita, ma comporta anche nuove sfide organizzative. Gli operatori intervengono frequentemente all’interno delle abitazioni dei residenti o li accompagnano nelle attività all’esterno, trovandosi spesso a lavorare da soli e in ambienti assai eterogenei. In alcuni casi, i comportamenti imprevedibili dei residenti possono rendere necessario richiedere l’intervento immediato di un collega.
Prima dell’introduzione della nuova soluzione, una delle modalità adottate per ridurre i rischi consisteva nel far operare il personale sempre in coppia. Un’organizzazione efficace sotto il profilo della sicurezza, ma difficilmente sostenibile nel lungo periodo dal punto di vista delle risorse umane e dell’efficienza operativa.
“La sicurezza è qualcosa su cui semplicemente non scendiamo a compromessi. Più ci si sente sicuri, meglio si svolge il proprio lavoro sociale, perché non si è costantemente in stato di allerta” ha spiegato Camilla Haldrup Hauschildt, Social and Healthcare Assistant, Comune di Esbjerg.
“La sicurezza degli operatori non è soltanto una misura di protezione, ma un elemento che incide direttamente sulla qualità dell’assistenza. Quando il personale può contare su strumenti affidabili, procedure condivise e sul supporto dei colleghi, può dedicare maggiore attenzione alla relazione con la persona assistita e affrontare il proprio lavoro con più serenità” ha aggiunto Francesco Deventi, Country Manager Ascom Italia.
La soluzione: comunicazione, allarmi e supporto in un unico dispositivo
Per rispondere a queste esigenze, il Comune di Esbjerg ha introdotto Ascom Myco 4, uno smartphone professionale che integra in un unico dispositivo le funzionalità di comunicazione e sicurezza personale.
Gli operatori portano sempre con sé il dispositivo e, in caso di necessità, possono richiedere assistenza premendo un unico pulsante fisico e dedicato di allarme. La localizzazione GPS consente ai colleghi di individuare rapidamente la posizione della richiesta, sia all’interno delle strutture che durante le attività svolte all’esterno, comprese le passeggiate o gli spostamenti in bicicletta con i residenti.
Nella struttura Kornvangen la piattaforma integra inoltre le comunicazioni con i sensori installati sulle porte delle abitazioni. Poiché la normativa danese non consente di chiudere a chiave le porte nemmeno nelle strutture specializzate, il personale deve essere immediatamente informato quando un residente lascia la propria abitazione, così da poter intervenire tempestivamente qualora si trovi in una situazione di rischio. Grazie all’integrazione in un unico dispositivo, gli operatori non devono più utilizzare telefoni separati per la comunicazione e la gestione degli allarmi, ma possono ricevere tutte le informazioni necessarie attraverso un solo strumento di lavoro.
“L’esperienza maturata nelle strutture di Esbjerg – ha spiegato Deventi – evidenzia come la tecnologia, da sola, non sia sufficiente a garantire la sicurezza degli operatori. Perché il sistema funzioni nella pratica è necessario inserirlo all’interno di procedure condivise e di una cultura organizzativa che renda naturale il ricorso agli strumenti di protezione quando la situazione lo richiede. È proprio questo approccio ad aver accompagnato l’introduzione della soluzione nelle strutture Kalaparken e Kornvangen”.
I risultati: una nuova cultura della sicurezza
L’utilizzo della tecnologia è parte integrante delle attività quotidiane. I nuovi operatori vengono formati sulle procedure di allarme fin dal primo giorno di lavoro, e i dispositivi vengono verificati regolarmente a ogni turno. Questo approccio contribuisce a rafforzare una cultura della sicurezza condivisa tra tutto il personale.
La semplicità d’uso rappresenta uno degli elementi chiave della soluzione scelta dalle strutture. Riunendo in un unico dispositivo comunicazioni, allarmi e notifiche provenienti dai diversi sistemi presenti nella struttura, gli operatori non sono più costretti, infatti, a gestire strumenti separati, a beneficio di un’organizzazione del lavoro più lineare e una maggiore rapidità di intervento quando necessario.
Conclusioni
L’esperienza del Comune di Esbjerg dimostra che investire nella sicurezza degli operatori significa rafforzare l’intero modello assistenziale. Quando il personale può lavorare con maggiore serenità e sa di poter contare sul supporto dei colleghi in qualsiasi momento, diventa più semplice concentrarsi sulla relazione con la persona assistita e garantire interventi tempestivi, senza rinunciare all’autonomia e alla privacy dei residenti che caratterizzano questo modello abitativo.
Ha aggiunto a questo proposito Camilla Haldrup Hauschildt: “I nostri dipendenti sanno di non essere mai soli. Si può essere soli con un residente, ma per chiedere aiuto basta semplicemente un tocco”.
“Per noi di Ascom, esperienze come quella di Esbjerg confermano come le tecnologie dedicate alla comunicazione clinica e alla sicurezza del personale possano contribuire concretamente ad affrontare una delle principali sfide dei servizi socioassistenziali, ossia proteggere chi presta assistenza senza compromettere la qualità della relazione di cura. Quando strumenti digitali, formazione e processi organizzativi operano in modo integrato, è possibile creare ambienti di lavoro più sicuri e sostenere modelli assistenziali sempre più orientati alla persona” ha concluso Deventi.
