• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Data Center
  • Contattaci
Close Menu
Sanità DigitaleSanità Digitale
    Facebook X (Twitter) LinkedIn Instagram Vimeo RSS
    lunedì, 11 Maggio
    Trending
    • Murate Idea Park: al via la pre-incubazione di 12 startup dedicate a salute e benessere
    • Tumori: una tecnologia analizza fino a 500 varianti genetiche in meno di 4 ore, velocizzando l’accesso alle cure
    • Dentista: la sua voce diventa dato clinico grazie all’Intelligenza Artificiale
    • Medici di medicina generale sempre più digitali: la tecnologia diventa indispensabile
    • Doctolib unisce le forze con Medicus
    • Il Biotech promuove lo sviluppo in Lombardia
    • Ospedali del futuro: in Italia il progetto da 140mila mq che integra cura, energia e sostenibilità
    • Sanità: la digitalizzazione non è (solo) una questione tecnologica
    Facebook X (Twitter) LinkedIn Instagram Vimeo RSS
    Sanità DigitaleSanità Digitale
    • Home
    • Cura
    • Tendenze
    • Tecnologia
    • Riabilitazione
    • No Limits
    • Incontri
    Sanità DigitaleSanità Digitale
    Sei qui:Home»In Evidenza»Wearable: 1 italiano su 3 li indossa ma come gadget per il benessere e il fitness

    Wearable: 1 italiano su 3 li indossa ma come gadget per il benessere e il fitness

    By Redazione BitMAT25 Marzo 20264 Mins Read
    Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp Telegram Reddit Email

    Un sondaggio di Cerba HealthCare Italia rivela che dei wearable si fa un uso quotidiano e orientato al benessere/fitness, ma i dati raccolti non vengono integrati appieno dal punto di vista clinico

    wearable
    Foto di Gerd Altmann da Pixabay

    Misurare alcuni parametri di salute attraverso gli smart device indossabili (i cosiddetti “wearable”) fa ormai parte della quotidianità degli italiani, ma resta ancora lontana dall’essere uno strumento pienamente integrato nei percorsi di prevenzione. È quanto emerge dal sondaggio “Salute misurata e wearable”, promosso da Cerba HealthCare Italia su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani.

    Secondo i dati, il 34,3% degli intervistati utilizza smartwatch, smartband o app per monitorare la propria salute, mentre il 65,7% non ne fa uso. L’adozione è fortemente legata all’età: tra gli under 35 l’utilizzo è maggioritario, mentre cala sensibilmente nelle fasce più adulte.

    «Tra chi utilizza questi strumenti, il monitoraggio è ormai un gesto abituale: l’86% controlla i propri dati almeno una volta al giorno e quasi una persona su due lo fa più volte nell’arco della stessa giornata. Nonostante questa frequenza d’uso, i wearable sono ancora percepiti soprattutto come gadget, legati al benessere e allo stile di vita. Il conteggio dei passi e dell’attività fisica rappresentano infatti circa due terzi delle funzioni più utilizzate, mentre i parametri più vicini a una lettura clinica restano ancora marginali. Eppure, qualcosa sta cambiando: lo sviluppo di questi dispositivi è sempre più orientato alla salute e chi osserva con attenzione la comunicazione dei principali produttori può già cogliere con chiarezza questa evoluzione» osserva Marco Daturi, Chief Marketing Officer di Cerba HealthCare Italia. Anche le motivazioni confermano questo posizionamento: il 64,1% utilizza i wearable principalmente per restare in forma, mentre meno di un terzo, il 29,7%, lo fa con finalità di prevenzione o controllo della salute. Oltre la metà degli utenti (56,6%) continua a considerare questi strumenti legati soprattutto al fitness e al tempo libero, anche se una quota significativa (43,4%) ne riconosce già il valore in ottica di prevenzione.

    «I dati mostrano come la salute misurata sia ormai entrata nella quotidianità, ma con un significato ancora prevalentemente legato allo stile di vita – osserva Sergio Carlucci, nutrizionista e genetista, Communication Scientific Analyst di Cerba HealthCare Italia –. Il passaggio verso un utilizzo più consapevole e clinicamente integrato è ancora in corso».

    Un elemento centrale riguarda la capacità di interpretazione dei dati: se il 62,4% degli utilizzatori dichiara di comprenderli abbastanza e il 25,4% molto, resta una quota del 12,2% che segnala difficoltà. In questo contesto, la prima reazione a valori fuori norma avviene soprattutto in autonomia: il 73,2% cerca spiegazioni online, mentre solo il 17,8% contatta un medico. Anche il rapporto con il sistema sanitario appare ancora limitato: il 62,4% degli utenti non ha mai condiviso i dati raccolti con un professionista, e tra chi lo ha fatto una quota rilevante riferisce che non siano stati presi in considerazione. Il sondaggio evidenzia inoltre una dimensione emotiva rilevante: l’83,4% degli utenti dichiara di essersi sentito rassicurato almeno qualche volta dai dati rilevati, mentre circa un terzo ha sperimentato episodi di preoccupazione almeno occasionali.

    «Siamo di fronte a due elementi complementari: da un lato una forte familiarità con i dati, dall’altro una difficoltà a tradurli in significato clinico – prosegue Carlucci –. Emerge quindi la necessità di una mediazione qualificata, capace di collegare le informazioni raccolte dai dispositivi a percorsi di prevenzione strutturati».

    Un esempio emblematico della distanza tra disponibilità del dato e sua comprensione è quello del VO₂max, uno dei parametri più avanzati monitorabili dai dispositivi: misura l’efficienza con cui il sistema cardiovascolare e respiratorio forniscono ossigeno ai muscoli durante l’attività fisica, ed è quindi un indicatore importante della capacità aerobica e dello stato di forma complessivo. «Nonostante la sua rilevanza, però, solo il 9,3% degli intervistati dichiara di sapere cosa sia il VO₂max, mentre il 90,7% non lo conosce: è un dato che fa riflettere – osserva Marco Daturi–. Perché questi dispositivi non restino semplici gadget serve un cambio culturale: il paziente deve assumere un ruolo da protagonista, diventando parte attiva e consapevole del proprio percorso di salute».

    «Nel complesso – conclude Carlucci – i risultati delineano uno scenario in evoluzione, in cui la “salute misurata” è già presente nella vita quotidiana di una buona parte della popolazione, ma non ha ancora trovato una piena integrazione con i percorsi clinici e con una diffusa cultura dei dati. Eppure siamo di fronte a un’opportunità importante anche in ottica di longevity, perché abbiamo la possibilità di osservare nel tempo segnali legati allo stile di vita. Perché questo potenziale possa tradursi in un valore concreto per le persone e per il nostro sistema sanitario servono più informazione e più consapevolezza».

    Cerba HealthCare Italia
    Share. Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp Telegram Reddit Email

    Correlati

    Murate Idea Park: al via la pre-incubazione di 12 startup dedicate a salute e benessere

    11 Maggio 2026

    Tumori: una tecnologia analizza fino a 500 varianti genetiche in meno di 4 ore, velocizzando l’accesso alle cure

    11 Maggio 2026

    Dentista: la sua voce diventa dato clinico grazie all’Intelligenza Artificiale

    11 Maggio 2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    BitMATv – I video di BitMAT
    Nuova Transizione 5.0: cosa cambia?
    Il futuro del lavoro passa dai Personal Systems: l’innovazione HP tra AI e sicurezza
    AI in locale: la workstation secondo Syspack tra potenza e flessibilità
    Tra promesse e realtà: vita (vera) da System Integrator
    Data center nell’era dell’AI: infrastrutture, densità e nuove sfide per l’enterprise
    Più Letti

    Murate Idea Park: al via la pre-incubazione di 12 startup dedicate a salute e benessere

    11 Maggio 2026

    Tumori: una tecnologia analizza fino a 500 varianti genetiche in meno di 4 ore, velocizzando l’accesso alle cure

    11 Maggio 2026

    Dentista: la sua voce diventa dato clinico grazie all’Intelligenza Artificiale

    11 Maggio 2026

    Medici di medicina generale sempre più digitali: la tecnologia diventa indispensabile

    8 Maggio 2026
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    Sanità Digitale è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    NAVIGAZIONE
    • Cura
    • Tendenze
    • Riabilitazione
    • No Limits
    • Incontri
    Ultime

    Murate Idea Park: al via la pre-incubazione di 12 startup dedicate a salute e benessere

    11 Maggio 2026

    Tumori: una tecnologia analizza fino a 500 varianti genetiche in meno di 4 ore, velocizzando l’accesso alle cure

    11 Maggio 2026

    Dentista: la sua voce diventa dato clinico grazie all’Intelligenza Artificiale

    11 Maggio 2026
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati Iscrizione al tribunale di Milano n° 295 del 28-11-2018 Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.