Dieci anni fa la digitalizzazione del sistema sanitario italiano era ancora agli inizi. Da allora il settore ha vissuto un’evoluzione senza precedenti: l’accelerazione impressa dalla pandemia, gli investimenti del PNRR e la diffusione di strumenti come Telemedicina, Fascicolo Sanitario Elettronico e Intelligenza Artificiale hanno cambiato profondamente lo scenario. Oggi, però, la sfida non è più introdurre nuove tecnologie, ma renderle stabili, sostenibili e parte integrante dei processi quotidiani delle organizzazioni sanitarie. Lo conferma l’ultimo report Sanità Digitale1 di NetConsulting cube, da cui emerge che, per sette Direttori Generali su dieci, il digitale non è ancora pienamente integrato nei processi ordinari.
Da questo dato prende il via la riflessione alla base dell’edizione 2026 di Digital Health Conference, l’evento di riferimento sulla sanità digitale organizzato da GGallery e NetConsulting cube che quest’anno celebra il decennale dalla sua fondazione. Negli anni la Conferenza è diventata l’appuntamento chiave del settore, un luogo privilegiato di confronto e scambio tra istituzioni, clinici, manager e imprese che hanno dato vita a un dibattito altamente qualificato sotto l’egida dell’Advisory Board2. “Una decima edizione questa – dichiara Annamaria Di Ruscio, Amministratrice Delegata di NetConsulting cube – che mai come ora guarda al futuro del sistema salute attraverso il digitale. Per trasformare processi, organizzazioni, competenze. Per abbracciare territori e dare al cittadino prima e paziente poi il migliore servizio di cura possibile. Oggi e domani”,
Filo conduttore della Digital Health Conference 2026 è la trasformazione digitale che coinvolge processi, organizzazioni e competenze, dall’adozione delle tecnologie alla loro reale capacità di generare benefici misurabili e sostenibili. Accanto ai temi consolidati come dato sanitario, interoperabilità, sicurezza, sovranità dei dati, cloud e Intelligenza Artificiale, due i nuovi focus strategici dell’edizione di quest’anno. Il primo riguarda formazione, competenze e change management, elementi fondamentali per accompagnare persone e organizzazioni nell’adozione delle innovazioni, il secondo la misurazione dell’impatto, per comprendere quali benefici concreti abbiano generato gli investimenti e i progetti di trasformazione digitale sulla qualità dei servizi, sull’efficienza organizzativa e l’esperienza di cura dei cittadini.
Altra importante novità sarà la presenza istituzionale rafforzata che prevede fra gli ospiti attesi il Ministero della Salute, il Dipartimento della Trasformazione Digitale, Agenas insieme ad altre istituzioni nazionali e regionali. Un confronto che riunirà decisori pubblici, manager, clinici, esperti e imprese, alternando sessioni plenarie e tavoli di lavoro multidisciplinari, con l’obiettivo di individuare le priorità che guideranno l’evoluzione della sanità italiana nei prossimi anni.
“Di sanità digitale si parla moltissimo. Siamo convinti che la vera sfida non sia tecnologica, ma culturale e organizzativa: mettere in relazione mondi che troppo spesso parlano linguaggi diversi. Per questo abbiamo scelto di realizzare veri tavoli di lavoro, dove istituzioni, manager, clinici e imprese possono confrontarsi apertamente, condividere esperienze e costruire proposte concrete. Le idee migliori non nascono necessariamente da chi ha il microfono, ma dal confronto tra persone sedute allo stesso tavolo. È da lì che può partire il cambiamento di cui la nostra sanità ha bisogno“, conclude Paolo Macrì, Presidente di GGallery.
