I pazienti affetti da Fibrosi Cistica sono molto fragili e non possono andare in ospedale per le normali cure. La telemedicina potrebbe essere la risposta, anche una volta passata l’emergenza sanitaria

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La Fibrosi Cistica è una grave patologia genetica multiorgano che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio. Nel 2019 in Italia i pazienti censiti affetti da questa patologia erano circa 6.000[1].

Le persone affette da Fibrosi Cistica sono pazienti molto fragili: anche un piccolo raffreddore potrebbe infatti causare dei danni molto importanti all’apparato respiratorio. I pazienti di questo tipo hanno inevitabilmente necessità di controlli frequenti presso i medici specialisti che li hanno in cura fin dalla tenera età ma, come tutti sappiamo, in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al dilagare del Covid.19, non è possibile per loro accedere agli ospedali in piena sicurezza.

Ma come garantire quindi ai malati le adeguate cure? La risposta arriva dalla telemedicina, che si è rivelata essere la soluzione ideale per permettere alle persone affette da Fibrosi Cistica di essere monitorate e curate direttamente al proprio domicilio grazie a soluzioni di telemonitoraggio.

La telemedicina è uno strumento che si sta rivelando determinante in questo periodo storico, dove occorre mantenere il distanziamento sociale e non è possibile muoversi, tanto è vero che gli italiani si stanno rivolgendo sempre di più a questo nuovo modello di erogazione della prestazione sanitaria.

Quello che è necessario comprendere però è che la telemedicina non è un fenomeno passeggero. La telemedicina entrerà a far parte delle abitudini degli italiani anche una volta che si sarà tornati alla tanto agognata normalità.

Si tratta infatti di un alleato molto importante, che si trasformerà in uno standard per tutte le persone più fragili o affette da patologie croniche per permettere loro di ricevere le cure di cui hanno bisogno al proprio domicilio, senza incorrere nei rischi e fastidi che derivano dallo spostarsi presso ambulatori o strutture ospedaliere.

A dimostrare che la telemedicina è una formula che funziona ci ha pensato un progetto sviluppato da MedicAir insieme a LIFC Nazionale (Lega Italiana Fibrosi Cistica) e ad alcune LIFC Regionali (al momento 10 realtà su 21), che ha visto la collaborazione di Comarch Healthcare come partner tecnologico.

Curare la Fibrosi Cistica a distanza grazie alla telemedicina

Il progetto prevede l’utilizzo di Comarch HomeHealth, un’applicazione di telemedicina scaricabile direttamente sul dispositivo Mobile del paziente che, collegata ad alcuni Medical Device forniti da MedicAir (Spirometro per la verifica della funzionalità respiratoria e Pulsossimetro per rilevare la frequenza cardiaca e la concentrazione di Ossigeno nel sangue) permettono al paziente FC di rilevare i parametri in autonomia senza muoversi dal domicilio.

I dati rilevati vengono trasmessi alla piattaforma Cloud Comarch eCare, dove vengono visualizzati ed elaborati da un’equipe multidisciplinare – medici, fisioterapisti, infermieri, dietisti… – che valutano lo stato di salute del paziente e decidono come proseguire nella cura senza che il paziente debba necessariamente andare in Ospedale, dove rischierebbe di contrarre delle patologie tra cui anche il Covid-19.

Ad oggi il progetto, partito a fine marzo, conta circa 148 pazienti monitorati sparsi sul territorio Nazionale – da Torino a Palermo – ma il progetto prevede entro la fine di maggio di arrivare a 270 pazienti monitorati.

Il progetto durerà almeno fino alla fine dell’emergenza Covid-19, ma data la fragilità di questi pazienti potrebbe durare anche oltre.

[1] https://www.fibrosicisticaricerca.it/progresso-di-ricerca/la-fibrosi-cistica-in-italia-dati-dal-registro-italiano-e-confronto-con-il-registro-europeo/