Dalla diagnostica avanzata alla telemedicina, dai dispositivi indossabili ai micro e nano-sistemi per applicazioni cliniche: la ricerca incontra il territorio e guarda al futuro della salute, generando tecnologie capaci di sviluppare prodotti di grande impatto sociale nel campo dei lettori ottici e dei chip, e lo sviluppo di nuovi dispositivi intelligenti che offrono numerose opportunità di mercato.
Questi i temi trattati nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina nel corso dell’evento di Samothrace – Sicilian MicronanOTecH Research And Innovation Center dedicato al Pillar Health.
L’iniziativa, finanziata nell’ambito del PNRR, ha rappresentato un momento di sintesi e confronto sui risultati raggiunti nei tre anni di attività di ricerca dell’Ecosistema Samothrace in ambito salute, mettendo in dialogo Università, centri di ricerca, sistema sanitario e industria. L’evento, che s’inserisce nel ciclo di appuntamenti siciliani promossi da Samothrace per valorizzare i risultati dell’Ecosistema dell’Innovazione e consolidare un modello di sviluppo basato su ricerca, tecnologia e trasferimento al mercato, ha delineato un panorama scientifico fortemente orientato all’innovazione tecnologica applicata alla medicina avanzata.
I progetti presentati spaziano dallo sviluppo di micro e nanosistemi per la diagnostica precoce, come le piattaforme per la liquid biopsy e le tecnologie PCR-free per l’analisi dei microRNA associati a patologie neurodegenerative, fino a sensori indossabili e dispositivi intelligenti per il monitoraggio continuo dei parametri fisiologici. Grande rilievo assumono le ricerche su lab-on-chip, microsistemi integrati e piattaforme microfluidiche, capaci di ridurre tempi e costi delle analisi cliniche, migliorando accuratezza e accessibilità delle diagnosi point-of-care. Parallelamente, l’integrazione di nanomateriali funzionali, strutture plasmoniche e assemblaggi ibridi apre nuove prospettive nella rilevazione ultra-sensibile di biomarcatori tumorali e allergenici. Un ulteriore ambito strategico riguarda lo sviluppo di modelli avanzati in vitro e organ-on-chip, utili per lo studio delle dinamiche metaboliche e molecolari dei tumori, riducendo il ricorso alla sperimentazione animale. Le ricerche su telemedicina, dosimetria intelligente e tecnologie in carburo di silicio per applicazioni biomedicali confermano infine l’approccio interdisciplinare di Samothrace, orientato a soluzioni ad alto livello di maturità tecnologica, pronte per il trasferimento clinico e industriale.
Durante la giornata sono stati presentati numerosi Pitch di ricerca che hanno illustrato soluzioni innovative: progetti accomunati da un forte orientamento al trasferimento tecnologico e al raggiungimento di alti livelli di maturità tecnologica (TRL), con concrete prospettive di applicazione clinica e industriale.
«Il Pillar Health ha rappresentato un esempio concreto di come la ricerca possa generare soluzioni reali, con un impatto diretto sul territorio e sul sistema sanitario – ha dichiarato il prof. Salvatore Baglio -. Adesso è il momento di costruire e moltiplicare quello che è stato fatto fin qui. Oggi sono stati presentati tanti risultati che si portano dietro idee, alcune delle quali sono oggetto di brevetto o di spin off. L’obiettivo è mettere a terra risultati per il territorio e innescare un meccanismo di moltiplicazione e valorizzazione della conoscenza. La qualità e la varietà dei progetti presentati confermano il valore di un approccio trasversale che integra esigenze cliniche, innovazione tecnologica e opportunità di mercato, favorendo lo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto innovativo».
Grande attenzione ha riscosso anche la sessione Poster e Demo, che ha consentito ai partecipanti di conoscere da vicino prototipi, piattaforme sperimentali e dimostratori tecnologici, confermando il valore di un approccio integrato tra ricerca di frontiera, sviluppo tecnologico e impatto sul sistema sanitario. Momento centrale della giornata è stata la tavola rotonda “Better Science for Better Health”, moderata dal giornalista Emilio Pintaldi (RTP TV), che ha visto il confronto tra rappresentanti del mondo clinico, della ricerca e dell’industria. Un dialogo che ha evidenziato come la collaborazione tra competenze diverse sia oggi fondamentale per trasformare l’innovazione scientifica in benefici concreti per i pazienti e per la sanità.
«Il progetto è strategico – ha dichiarato la prof.ssa Rosalba Parenti – e il Pillar health riassume un sistema capace di integrare conoscenze scientifiche e tecnologie applicative con una visione verso il mercato. La collaborazione sinergica tra Università, Centri di Ricerca, imprese e servizio sanitario è la chiave vincente per avere risultati ed essere competitivi nel nostro territorio e a livello nazionale».
«I risultati del progetto sono evidenti – ha affermato il prof. Giovanni Neri – sono tante le industrie del territorio coinvolte, adesso abbiamo l’ambizione di produrre risultati che resistano nel tempo».
