Come sono cambiate le abitudini degli italiani quando si tratta di scegliere a quale medico specialista rivolgersi? iDoctors, la prima piattaforma in Italia, oggi AI based, per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici, fa il punto sulla sanità digitale, analizzando i dati ricavati dal comportamento dei propri utenti, attraverso un campione di oltre 35.000 questionari raccolti tra il 2020 e il 2026. Ad emergere, in particolare, è la necessità crescente di poter contare su date e orari compatibili con vite sempre più frenetiche.
Come cambiano le priorità dei pazienti: oggi in testa la flessibilità
Nel periodo che va dal 2020 al 2025 il principale fattore di scelta indicato dagli utenti della piattaforma si riferiva alla consultazione del Curriculum Vitae e quindi alle informazioni sulle competenze specialistiche, elemento selezionato dal ben il 43% dei partecipanti all’indagine. Seguivano poi la disponibilità di orario (38%), le recensioni verificate (35%), l’ubicazione dello studio (33%), tra gli ultimi posti il prezzo (22%) e solo infine la pregressa conoscenza dello specialista (19%).
È nel 2026 però che si registra un cambio di passo: i dati analizzati mettono in luce come la disponibilità oraria balzi in cima alle preferenze, con una percentuale del 46%, diventando quindi in assoluto il principale criterio di scelta. Segue poi il Curriculum Vitae (40%) a conferma dell’importanza che si continua a riservare alla preparazione dello specialista, la vicinanza geografica (30%), la presenza di recensioni (30%), il conoscere già il medico (23%) e solo all’ultimo posto della classifica dei parametri il prezzo (19%).
Questi dati stimolano una riflessione profonda, soprattutto se messi in relazione al dato economico. Nel 2026, la percentuale di pazienti per i quali il prezzo è una leva importante è passata dal 22% al 19%. Le percentuali appena citate descrivono quindi una panoramica in cui la possibilità di scegliere date e orari più funzionali – e competenze comprovate – prevalgono nettamente nel contesto della scelta delle cure specialistiche, anche a discapito del portafogli. La percentuale di utenti per i quali il prezzo è l’unico elemento da tenere in considerazione è meno del 2%, a riprova che il costo viene sì preso in considerazione, ma quasi esclusivamente in relazione ad altri criteri.
“Gli italiani, a fronte di un curriculum solido e della possibilità di poter organizzare un incontro all’interno di tempistiche più comode, sono evidentemente disposti ad essere flessibili rispetto al costo della visita” raccontano Paola Conti e Pierluigi De Vittorio, co-founder di iDoctors. “Diventa infatti sempre più difficile piegare la settimana lavorativa attorno alla necessità di effettuare una visita o un controllo. Non solo quando si prenota per sé stessi, ma anche e soprattutto nei casi nei quali ci si sta prendendo cura di qualcuno: un parente anziano o un figlio”.
