Siav si è recentemente aggiudicata 30 progetti di digitalizzazione all’interno di aziende sanitarie. In queste realtà la svolta non è solo tecnologica, ma implica anche un nuovo approccio organizzativo. Lo spiega Leonardo Bernardi

All’inizio di quest’anno, Siav si è aggiudicata un’importante gara per la digitalizzazione di 30 aziende ospedaliere in Lombardia, Veneto e Lazio.

Un evento che ha indotto Leonardo Bernardi, General Manager e Sales Manager di Siav, a creare una Business Unit dedicata proprio al settore sanitario. Una scelta inconsueta per un’azienda, specializzata nella dematerializzazione, nella gestione documentale e nei processi digitali, con una presenza trasversale nei settori industria, GDO, servizi e pubblica amministrazione

 

Per quale ragione avete scelto di creare una simile Business Unit?

È la prima volta che creiamo un gruppo di lavoro dedicato ad un settore verticale, con l’assunzione di risorse specializzate. Ma la sanità è un ambiente molto particolare, in cui tutti gli attori si conoscono e dove hanno un’importanza determinante le nostre referenze. Inoltre è necessaria una proposta specifica perché, oltre ai documenti amministrativi e commerciali, è necessario saper digitalizzare i referti. Il tutto all’interno di un ambito normativo molto rigoroso. E il fatto che, solo in Lombardia, gestiamo oltre il 60% delle aziende ospedaliere ci pone in una posizione di assoluto vantaggio. Abbiamo infatti un patrimonio di esperienza e competenza specifiche, grazie alle quali realizziamo soluzioni innovative anche in ambiti ancora poco esplorati, come la gestione digitalizzata dei farmaci.

 

Proprio sulla base della vostra esperienza, come devono muoversi le aziende sanitarie che voglio digitalizzare i propri processi?

Oltre ad essere fornitori delle piattaforme, noi abbiamo la competenza necessaria per svolgere un ruolo da autentici consulenti. Proprio la scelta di affidarsi ad esperti deve essere il primo passo per chi si avvicina alla necessaria digitalizzazione. Perché un’azienda sanitaria non è semplice e i suoi processi, oltre ad essere complessi, appaiono spesso non ottimizzati. Basti pensare che queste realtà archiviano, per legge, tutta la documentazione medica riferita ad un paziente. In questi archivi, le cui dimensioni fisiche crescono ogni giorno, è però sempre più difficile trovare documenti che, a volte, sono necessari anche per affrontare cause legali. Noi, invece, abbiamo una specifica competenza di settore, oltre al prodotto nato appositamente per simili realtà. Questo ci permette di fornire risposte concrete, evitando di adattare prodotti creati per altri contesti. Il mercato sta rispondendo positivamente a queste proposte e noi investiamo per crescere ancora.

 

Parlando di competenza e considerando alcuni recenti episodi, la sicurezza dei dati sanitari assume un ruolo fondamentale. Come proteggete informazioni così delicate?

Sul tema sicurezza e protezione dei dati, le aziende sanitarie sono molto sensibili. Sempre più realtà, infatti, scelgono di utilizzare le nostre piattaforme accedendo direttamente al nostro Data Center. Si tratta, infatti, di una struttura certificata ai più elevali livelli in termini di Security e Business Continuity. La struttura sanitaria può così delegare a noi il compito di garantire la protezione e la continuità e, per tale ragione, offriamo anche la ridondanza geografica, oltre alle attività di monitoraggio continuo, come i penetration test. Tutte caratteristiche che possiamo mettere in campo anche grazie alla nostra esperienza in svariati ambiti e con clienti privati molto esigenti.

 

Benché sicurezza e continuità operativa siano garantite da voi, non possiamo dimenticare che simili prodotti sono utilizzati da personale, interno alle strutture sanitarie, spesso privo di competenza specifica…

Infatti, oltre alla fornitura di prodotti e servizi, noi accompagnamo le aziende nel processo di crescita culturale, aiutandole a migliorare i propri processi ed erogando anche formazione specifica sull’uso dei prodotti e le modalità operative. Questo perché gestire processi basati su informazioni elettroniche è molto più delicato rispetto a quanto si fa con i documenti cartacei e, quindi, occorre definire modalità specifiche.

 

Parlando di digitalizzazione, spesso si pensa al futuro. Ma che fine faranno gli archivi cartacei?

Oggi sono un problema e un costo, sia per la difficoltà nel reperire i vecchi documenti, sia per gli enormi spazi dedicati a un’attività infruttuosa. Anche per questa ragione abbiamo vinto una serie di gare indirizzate alla digitalizzazione degli archivi esistenti.

 

Ma le aziende ospedaliere devono davvero tenere tutti questi documenti?

In realtà no, sia perché esistono termini di legge, sia perché alcuni documenti sono spesso inutilmente duplicati. Quando iniziamo a lavorare in un’azienda sanitaria facciamo infatti un’attività di analisi sulla tipologia di documenti da conservare, quelli da eliminare e quelli da distruggere. In tal modo, oltre a recuperare spazio fisico, facciamo ordine e creiamo anche i fascicoli dei dipendenti, che trovano online tutta la propria storia: dalle mansioni svolte ai corsi e alle certificazioni ottenute, che spesso hanno un valore anche per la struttura stessa.