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    Sei qui:Home»In Evidenza»Non vedenti: un sostegno arriva dall’intelligenza artificiale con il progetto ORBIT
    Updated:6 Novembre 2019

    Non vedenti: un sostegno arriva dall’intelligenza artificiale con il progetto ORBIT

    By Redazione BitMAT6 Novembre 20192 Mins Read
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    Il progetto ORBIT (Object Recognition for Blind Image Training) ha lo scopo di creare un dataset per sviluppare sistemi d’intelligenza artificiale finalizzati al riconoscimento degli oggetti personali dei non vedenti

    La Dott.ssa Simone Stumpf della City University of London è la responsabile del progetto “Meta Learning for personalised object recognition aimed at visually impaired people /The ORBIT (Object Recognition for Blind Image Training) dataset”, progetto d’intelligenza artificiale che si rivolge alle persone con disabilità visive finanziato da Microsoft.

    Il team di ricerca è composto dalla Dott.ssa Lida Theodorou (ricercatrice capo), Dott. Toby Harris (sviluppatore di app), Luisa Zintgraf dell’Università di Oxford (per la sua competenza nell’ambito del machine learning) e i Dott. Cecily Morrison, Ed Cutrell, Daniela Massiceti and Katja Hofmann di Microsoft Research (la divisione di ricerca di Microsoft).

    Esistono molte nuove tecnologie di assistenza per utenti non vedenti che sfruttano alcuni tipi d’IA o di computer vision. Ad esempio, l’app per smartphone Seeing AI permette agli utenti ciechi di fare foto agli oggetti e di riconoscerli e di comunicare che cosa sia stato fotografato, per es. “un cane sul divano” o “una banconota da 10 dollari”.

    Riconoscimento e personalizzazione

    Tuttavia, la Dott.ssa Stumpf, docente del Centre for Human-Computer Interaction Design della City University of London, sottolinea che:

    “Gli approcci attuali non consentono un riconoscimento personalizzato degli oggetti, specialmente di quegli oggetti che hanno una particolare importanza per gli utenti non vedenti, per esempio il loro bastone bianco o la loro tazza preferita”.

    L’obiettivo generale del suo team di lavoro è costruire un ampio dataset d’immagini di oggetti definiti che possa essere usato per adattare i modelli di computer vision al riconoscimento personalizzato di oggetti.

    Per arrivare a questo risultato, il team studierà in che modo gli utenti ciechi fotografano i propri oggetti in modo tale che possano essere riconosciuti da varie angolature e in una serie di contesti diversi.

    La Dott.ssa Stumpf ha affermato che:

    “Un altro aspetto del progetto è la realizzazione di un curriculum che possa essere usato dagli insegnanti per spiegare alle persone con disabilità visive come funzioni l’IA e come possano essere coinvolti nella creazione di nuovi sistemi e applicazioni, compresa la maniera di contribuire alla formazione di questo importante dataset”.

    “Questo lavoro è un punto di svolta nell’inclusione degli utenti ciechi nel riconoscimento personalizzato degli oggetti, soprattutto visto che vengono così spesso esclusi dall’innovazione tecnologica”.

    Il progetto ORBIT è stato reso possibile grazie al contributo di Microsoft AI for Accessibility categoria “Vita quotidiana” per “realizzare soluzioni moderne per le persone con disabilità creando programmi e dispositivi più intelligenti e contestualmente rilevanti.”

    AI intelligenza artificiale Microsoft non vedenti
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