In ospedale, ogni secondo può fare la differenza. Eppure, nella quotidianità di medici, infermieri e altri professionisti sanitari, l’accesso alle cartelle cliniche elettroniche, alle applicazioni e ai dispositivi condivisi è spesso accompagnato da password da inserire, sessioni da riattivare e procedure di autenticazione ripetute. Operazioni necessarie per proteggere i dati e garantire che ogni attività sia riconducibile al suo effettivo utilizzatore, ma che possono trasformarsi in un ostacolo all’efficienza dei flussi di lavoro.
Come conciliare, quindi, la sicurezza informatica con la tempestività dell’assistenza? È questa la domanda al centro del webinar gratuito «Meno password, più cure. Le password rallentano la sanità? L’alternativa sicura per un accesso in soli 5 secondi», in programma martedì 27 ottobre 2026, dalle ore 11 alle 12, organizzato da BitMAT Edizioni in collaborazione con Imprivata (ISCRIVITI QUI).
Quando la sicurezza rischia di rallentare le cure
La gestione delle identità digitali e degli accessi rappresenta una componente sempre più strategica della trasformazione digitale della sanità. Le strutture sanitarie devono proteggere informazioni particolarmente sensibili, assicurare che ciascun professionista acceda esclusivamente ai sistemi e ai dati pertinenti al proprio ruolo e mantenere una tracciabilità puntuale delle attività. Allo stesso tempo, devono garantire la continuità operativa in ambienti caratterizzati da dispositivi condivisi, frequenti cambi di postazione e continui spostamenti tra reparti e pazienti.
Come ha sottolineato Gilberto Bonutti, Regional Sales Manager & Head of Italy di Imprivata, nell’intervista pubblicata su sanita-digitale.com, quando i controlli di sicurezza complicano eccessivamente il lavoro quotidiano, il personale può essere indotto a cercare scorciatoie che finiscono per indebolire proprio la protezione che si vorrebbe rafforzare.
La soluzione non consiste, dunque, nell’allentare le misure di sicurezza, ma nel renderle compatibili con le esigenze operative di chi lavora in corsia. In questo scenario, l’Identity and Access Management (IAM) assume un ruolo fondamentale: non soltanto uno strumento di cybersecurity, ma una leva per migliorare l’organizzazione del lavoro e restituire tempo alle attività di cura.
IAM, autenticazione rapida e dispositivi condivisi
Single Sign-On (SSO), autenticazione multifattore e soluzioni passwordless sono alcune delle tecnologie che possono contribuire a semplificare l’accesso ai sistemi clinici senza rinunciare alla sicurezza.
Il Single Sign-On permette di accedere a più applicazioni senza dover inserire ogni volta credenziali differenti, mentre le soluzioni di autenticazione avanzata consentono di verificare l’identità dell’utilizzatore in modo adeguato al contesto. Nelle postazioni condivise, inoltre, il cambio rapido utente permette a un professionista di concludere la propria sessione e a un collega di iniziare immediatamente la propria, mantenendo la responsabilità individuale e la tracciabilità degli accessi.
I benefici potenziali riguardano tanto il personale sanitario, che può ridurre le interruzioni e dedicare più tempo ai pazienti, quanto i reparti IT, che devono gestire meno problematiche legate a password dimenticate, account bloccati e richieste di assistenza.
A questi aspetti si aggiungono le esigenze di governance e conformità. La direttiva NIS2 e il GDPR richiamano infatti l’importanza di una gestione strutturata dei rischi, degli accessi e delle informazioni. Sapere chi accede a quali sistemi, con quali autorizzazioni e in quale momento è essenziale per rafforzare i controlli, supportare le verifiche e reagire tempestivamente in caso di incidente informatico.
Un webinar per passare dalla teoria alla pratica
Come tradurre queste esigenze in soluzioni concrete? Quali sono le reali necessità di chi utilizza quotidianamente strumenti informatici in ambito clinico? E come superare le procedure più macchinose senza compromettere la protezione dei dati?
Il webinar «Meno password, più cure» affronterà queste domande attraverso il confronto tra competenze cliniche, tecnologiche e di cybersecurity.
Dopo l’introduzione di Laura Del Rosario, responsabile di redazione di Sanita-digitale.com, Nicola Panzalis, CEO di Clinica Digitale, approfondirà le esigenze reali degli operatori sanitari e le opportunità per superare gli ostacoli burocratici che incidono sull’efficienza. Gilberto Bonutti, Regional Sales Manager di Imprivata, illustrerà perché la regolamentazione degli accessi è fondamentale per le strutture sanitarie e quali opportunità offre un investimento nella governance digitale. Francesco Ippolito, Cybersecurity Solutions Engineer, si concentrerà invece sulla possibilità di rendere gli accessi più rapidi mantenendo elevati livelli di sicurezza.
L’incontro si concluderà con una sessione di domande e risposte, durante la quale i partecipanti potranno approfondire i temi di maggiore interesse.
L’appuntamento è per martedì 27 ottobre 2026, dalle ore 11 alle 12. La partecipazione è gratuita, previa registrazione.
Per anticipare le proprie domande è possibile scrivere a redazione@bitmat.it oppure inviarle direttamente durante la diretta.
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