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    Sei qui:Home»Tendenze»Medici e infermieri italiani scappano all’estero: la crisi del SSN

    Medici e infermieri italiani scappano all’estero: la crisi del SSN

    By Redazione BitMAT21 Novembre 20243 Mins Read
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    PageGroup fa il punto sulla crisi che sta travolgendo il nostro SSN. Medici e infermieri vanno via dall’Italia in cerca di salari più alti

    medici

    Da diverso tempo il nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN) sta passando una crisi di carenza di personale che negli ultimi mesi si è aggravata notevolmente. Medici e infermieri sì, ci sono, ma fuori dai nostri ospedali. Potremmo riassumere così la situazione attuale del nostro SSN che non riesce a fermare l’emorragia di professionisti pronti ad abbandonare le corsie delle nostre strutture a causa di carichi di lavoro eccessivi, condizioni estremamente stressanti e stipendi molto più bassi rispetto ai colleghi europei. I professionisti sanitari hanno uno tra i tassi più alti di occupazione tra i laureati: infermieri, tecnici di radiologia, assistenti sanitari, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, logopedisti e fisioterapisti hanno solo l’imbarazzo della scelta una volta completato il percorso di studi. Eppure, molto spesso, le strutture fanno fatica a occupare le posizioni vacanti.

    Medici e infermieri all’estero, alla ricerca di stipendi più alti e condizioni di vita migliori

    L’ultima analisi della Federazione Europea dei Medici Salariati (FEMS) lancia un segnale d’allarme sulla situazione economica dei medici italiani: tra il 2015 e il 2022, i salari dei dirigenti medici in Italia sono diminuiti del 6,2%, con una riduzione della spesa per contratti a tempo indeterminato del 2,8%. Lo stipendio medio per medico in Italia è 50.000 all’anno (tradotto 25,64 euro all’ora). I professionisti più giovani percepiscono 30.000 euro all’anno, mentre i più senior possono arrivare anche a poco meno di 120.000 euro lordi.

    Ci sono, però, specializzazioni che offrono maggiori opportunità di guadagno anche nel nostro paese: la retribuzione annua lorda di un medico di pronto soccorso o di un anestesista con esperienza minima (1 – 3 anni) si aggira intorno ai 90mila euro, mentre un medico del lavoro o dello sport con un’esperienza di almeno 10 anni, può guadagnare circa 120mila euro lordi all’anno; un radiologo, un neurologo o un fisiatra può percepire fino a 70mila euro e infine un cardiologo, un geriatra o un oculista tra i 60 e i 65mila euro lordi all’anno.

    Dichiarazioni

    “Il nostro SSN”, precisa Marco Morello, Director, Director della divisione Healthcare di PageGroup, “sta vivendo un periodo piuttosto complicato, non possiamo negarlo ed è evidente che qualche cambiamento strutturale sia indispensabile. In Italia, come nella maggior parte dei paesi europei, c’è una oggettiva carenza di medici, soprattutto in alcune specializzazioni, come medicina generale, anestesia e rianimazione, fisiatria, medicina interna e cardiologia. La maggior parte delle richieste arriva dalle realtà riabilitative poiché negli ospedali pubblici le lungo-degenze sono ormai quasi nulle e si cercano, quindi, posti letto in quelle strutture accreditate che, ovviamente, necessitano di medici per seguire i pazienti nelle fasi post operatorie”.

    carenza personale crisi infermieri Sistema Sanitario Nazionale (SSN)
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