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    Sei qui:Home»Tendenze»L’Università di Trieste sviluppa test rapido per malattie respiratorie

    L’Università di Trieste sviluppa test rapido per malattie respiratorie

    By Redazione BitMAT23 Ottobre 20253 Mins Read
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    Alcuni ricercatori dell’Università di Trieste hanno creato un test diagnostico, rapido e a basso costo, per monitorare la salute dei polmoni

    Università-di-trieste
    Da sinistra a destra: Mario Grassi, professore ordinario di Principi di ingegneria chimica presso il Dipartimento di ingegneria e architettura; Michela Abrami, ricercatrice presso il Dipartimento di ingegneria e architettura; Alice Biasin, assegnista di ricerca presso il Dipartimento universitario clinico di scienze mediche chirurgiche e della salute; Federica Tonon, ricercatrice presso il Dipartimento universitario clinico di scienze mediche chirurgiche e della salute; Gabriele Grassi, professore ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica presso il Dipartimento universitario clinico di scienze mediche chirurgiche e della salute; Domenico Tierno, assegnista di ricerca presso il Dipartimento universitario clinico di scienze mediche chirurgiche e della salute

    Un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste ha sviluppato un metodo diagnostico innovativo, rapido ed economico, che sfrutta la risonanza magnetica nucleare a basso campo (LF-NMR), per analizzare le proprietà dell’espettorato e fornire un indicatore affidabile della funzionalità e infiammazione dei polmoni, evidenziandone eventuali alterazioni patologiche.
    Il test sviluppato dai ricercatori potrebbe essere particolarmente utile per pazienti affetti da patologie polmonari croniche produttive, come fibrosi cistica e broncopatia cronico ostruttiva (BPCO), caratterizzate dalla produzione di muco viscoso e difficile da eliminare. Potrebbe, inoltre, essere di supporto nella gestione dell’asma.

    Come funziona il test rapido dell’Università di Trieste

    Il campione di espettorato, prelevato dal paziente, viene analizzato dalla tecnologia della risonanza magnetica nucleare a basso campo, che in pochi minuti restituisce il risultato. Il test, unico nel suo genere, valuta il comportamento degli atomi di idrogeno dell’acqua nel muco e traduce il segnale in parametri clinicamente rilevanti, come viscosità, elasticità, contenuti di solidi e struttura del reticolo polimerico. Questi dati sono strettamente correlati allo stato clinico del paziente e possono supportare il medico nelle decisioni terapeutiche.

    La risonanza magnetica a basso campo (LF-NMR) è una tecnologia che utilizza campi magnetici di intensità ridotta per analizzare le proprietà dei materiali, come i tessuti biologici, in modo veloce e non invasivo. A differenza delle tradizionali risonanze magnetiche ad alto campo, gli strumenti a basso campo sono più compatti, economici e facilmente utilizzabili anche in contesti non ospedalieri.

    I campioni di espettorato sono forniti dall’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, dall’Unità di pneumologia dell’Ospedale di Cattinara (Trieste), dall’Unità di Radiologia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso e dal Department of Radiology dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam.

    Partner del progetto e finanziatori

    Tra i partner del progetto dell’Università di Trieste anche PROTOS, centro di ricerca senza scopo di lucro con sede a Trieste attivo nel campo dei biopolimeri, dispositivi medici e della diagnostica in vitro.

    Il progetto è finanziato con bando PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale – Prot. 2022K4Y33B) e con bando Regione Friuli-Venezia Giulia per il sostegno a progetti di validazione di idee e tecnologie innovative che prevedano il raggiungimento di un TRL 6, 7 o 8 (L.R. 22/2022, articolo 7, commi 56 – 61).

    Dichiarazioni

    Mario Grassi, professore ordinario di Principi di ingegneria chimica presso il Dipartimento di ingegneria e architettura dell’Università di Trieste e la dottoressa Michela Abrami dello stesso Dipartimento, spiegano: “L’idea di applicare la risonanza magnetica nucleare a basso campo allo studio dell’espettorato nasce da una riflessione interdisciplinare: la tecnologia, già diffusa nel controllo della qualità in campo alimentare, si è rivelata uno strumento economico, portatile e facilmente integrabile nella pratica clinica. Il test è rapido, ripetibile, non invasivo, non richiede personale altamente specializzato e può essere eseguito durante una visita ambulatoriale”.

    Gabriele Grassi, professore ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica presso il Dipartimento universitario clinico di scienze mediche chirurgiche e della salute dell’Università di Trieste, commenta: “Il nuovo metodo rappresenta un passo avanti nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie respiratorie. Con l’obiettivo di migliorare sempre più la qualità di vita dei pazienti e ottimizzare le strategie terapeutiche, stiamo inoltre implementando un software specifico (SOFT NMR), ad oggi in fase di sviluppo. I centri clinici coinvolti partecipano con noi alla discussione dei risultati, alla luce della storia clinica dei pazienti, e alla messa a terra di campagne sperimentali in risposta ai quesiti clinici che di volta in volta sorgono, con l’obiettivo ultimo di rendere sempre più solide le nostre conclusioni.”

     

     

    malattie respiratorie test rapido Università di Trieste
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