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Giovanni Bonini

La situazione legata alla pandemia non sembra migliorare, anzi. Così, siamo tornati a intervistare Giovanni Bonini, autore dei libri COVID-19, 16 passi per uscire dalla crisi (in Italiano) ed EXITING from the crisis (in Inglese). Ecco che cosa ci ha detto:

“Non ho molto da aggiungere, rispetto a quanto già dichiarato e scritto nei miei due libri.

Serve un approccio manageriale, se si vogliono gestire, anziché subire, le situazioni, risolvendo i problemi. I Manager decidono in base alle informazioni che provengono dall’elaborazione dei dati, raccolti nel rispetto del principio Garbage In Garbage Out (GIGO).

Senza Business Intelligence, i dati servono a poco. Per esempio, se si sa, sempre partendo dai dati, dove le persone si stanno contagiando con maggiore facilità, si possono fare degli interventi mirati e poco invasivi. A volte, si ottengono dei risultati migliori, quando, al posto di un certo numero di bombe a caduta libera, se ne usa una a guida Laser. Per fare questo, però, occorre illuminare il bersaglio, anziché sparare alla cieca.

Servono dei processi snelli ma robusti, con una matrice RACI che illustri chiaramente chi è Responsible, Accountable, Consulted e/o Informed. A essere consultato deve essere un Panel di esperti con delle competenze che spaziano dalla virologia alla comunicazione, passando per il Knowledge Management. Dove sono le Best Practice e le Lesson Learned? Abbiamo sviluppato un Repository di Template con dei protocolli condivisi, basati su quanto si è appreso? Sono stati studiati i casi di successo e gli esempi virtuosi?

Che cosa abbiamo imparato da questi Case Study?

Penso che la corretta gestione della comunicazione sia utile e importante per ridurre la confusione, capace di accentuare ansie e timori. Mosè ricevette i Dieci Comandamenti: poche semplici regole, in base al principio The Vital Few Versus The Trivial Many, espressione della legge di Pareto (80/20). A volte, More is Less e Less is More.

Le ricette keynesiane sono utili nell’immediato, ma non risolutive, in quanto non strutturali. Occorre, al contrario, cambiare radicalmente l’approccio, rimettendo le competenze, anche gestionali, al centro. Servono semplicità, velocità ed efficacia, oltre a visione d’insieme e strategia”.