Le diseguaglianze nell’accesso alle cure, i divari territoriali del Servizio Sanitario Nazionale e il ruolo dell’innovazione tecnologica nella sanità del futuro sono stati al centro dell’incontro promosso oggi a Roma da Fondazione Roche e curato da Edra Media Srl, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della sanità per un confronto sulle sfide che attendono il sistema sanitario italiano.
L’evento, tenutosi ieri a Roma al Centro Studi Americani, è stato anche l’occasione per presentare il volume “Diseguaglianze e progresso verso la salute del futuro nell’era dell’IA”, promosso da Fondazione Roche e edito da Edra Media Srl, che raccoglie contributi di studiosi, operatori sanitari, economisti, giuristi ed esperti di politiche pubbliche impegnati nell’analisi delle molteplici dimensioni delle diseguaglianze in sanità e delle possibili strategie per affrontarle.
Il libro offre una lettura articolata delle trasformazioni che stanno interessando il sistema sanitario e delle criticità che incidono sull’equità di accesso alle cure. Tra i dati richiamati nel volume emerge come tra il 9% e il 10% della popolazione in Italia rinunci alle cure per difficoltà di accesso, mentre circa il 24% della spesa sanitaria complessiva sia sostenuto direttamente dalle famiglie. Allo stesso tempo, alcune analisi citate nel volume evidenziano come il 42% dei pazienti appartenenti alla fascia di reddito più bassa abbia rinviato o rinunciato a prestazioni sanitarie, segno di un divario ancora significativo nell’accesso ai servizi sanitari.
Ad aprire l’incontro, moderato da Ludovico Baldessin, sono stati gli interventi istituzionali di Fausto Massimino, Direttore Generale di Fondazione Roche, l’On. Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.
Fausto Massimino, Direttore Generale Fondazione Roche, dichiara che “l’incontro di oggi si propone di richiamare sì l’attenzione su criticità già note nell’accesso alle cure, ma anche di contribuire all’individuazione di possibili soluzioni, con particolare riguardo alle situazioni di maggiore fragilità, come quelle delle persone senza fissa dimora”. Aggiunge inoltre che “al centro della riflessione si collocano le persone, quale elemento fondante dell’attività della Fondazione Roche, nella prospettiva di affrontare il tema delle disuguaglianze sanitarie a partire dai bisogni concreti e dalle condizioni più vulnerabili”.
Evidenzia infine che “in tale contesto, l’intelligenza artificiale si configura come uno strumento dalle rilevanti potenzialità, sia in ambito di ricerca sia ai fini della riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure”.
L’onorevole Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato del Ministero della Salute, dichiara che “il Servizio sanitario nazionale si trova oggi a confrontarsi con trasformazioni profonde, legate all’invecchiamento della popolazione, al calo demografico e al rapido avanzamento dell’innovazione tecnologica e farmaceutica, che impongono una riflessione sull’attualizzazione del modello di sanità pubblica”. Aggiunge inoltre che “a fronte di queste sfide, è necessario coniugare sostenibilità e qualità dell’assistenza, garantendo ai cittadini livelli di cura adeguati e rafforzando al contempo gli investimenti, in particolare nell’ambito della farmaceutica e dell’innovazione”. Evidenzia che “in tale prospettiva, risulta fondamentale sviluppare nuovi modelli organizzativi in grado di migliorare la prossimità dei servizi, valorizzando il ruolo delle farmacie sul territorio e assicurando un accesso più equo e capillare alle terapie”. In conclusione, dichiara che “l’obiettivo è rafforzare un sistema sanitario pubblico capace di rispondere in modo efficace ai bisogni attuali, riducendo le disuguaglianze e garantendo al contempo sostenibilità e innovazione”.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di affrontare le diseguaglianze in sanità come una delle principali sfide per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Le riflessioni hanno riguardato il quadro costituzionale e i principi di equità e universalità che stanno alla base del diritto alla salute, nonché il peso crescente dei determinanti sociali, economici e territoriali che incidono sull’accesso alle cure.
Il confronto si è articolato in diversi ambiti tematici, in linea con il programma dei lavori.
Le persone: fragilità, cronicità e bisogni specifici
Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto delle diseguaglianze sulle persone più vulnerabili. Sono intervenuti Andrea Biondi, Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Direttore Scientifico della Fondazione M. Tettamanti, Walter Ricciardi, Professore di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Giovanni Giuliani, Access Lead Roche, che hanno evidenziato le criticità relative alle popolazioni fragili e la necessità di politiche sanitarie orientate alla riduzione dei divari nell’accesso alle cure.
Il professore Andrea Biondi, Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dichiara che “il tema delle diseguaglianze in sanità emerge con particolare evidenza anche in ambito pediatrico, dove, nonostante i significativi progressi della medicina, persistono profonde disparità nell’accesso alle cure e alle innovazioni terapeutiche”.
Aggiunge inoltre che “l’oncologia pediatrica rappresenta uno dei più rilevanti successi della medicina moderna, con percentuali di guarigione elevate, ma al tempo stesso evidenzia fratture importanti tra Paesi e contesti diversi, che incidono in modo determinante sulle prospettive di vita dei bambini e degli adolescenti”.
Evidenzia che “una delle principali criticità riguarda l’accesso ai farmaci innovativi, che non sempre risultano disponibili per i pazienti più giovani, generando ulteriori disuguaglianze anche nei sistemi sanitari più avanzati”. In conclusione, dichiara che “affrontare queste diseguaglianze richiede una visione sistemica e condivisa, fondata su solidarietà, innovazione e responsabilità collettiva, affinché nessun bambino sia lasciato indietro e il progresso scientifico diventi realmente accessibile a tutti”.
Il professore Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dichiara che “il Servizio sanitario nazionale attraversa una fase critica che richiede di essere affrontata in modo sistemico, superando approcci frammentari e riconoscendo la centralità della tutela della salute come priorità del Paese”. Aggiunge inoltre che “le diseguaglianze in sanità rappresentano una componente strutturale, ma devono essere affrontate attraverso politiche concrete e coordinate, capaci di superare contrapposizioni ideologiche e di promuovere una visione condivisa orientata al benessere della popolazione”. Evidenzia che “è necessario intervenire con decisione su più livelli, a partire dal rafforzamento del finanziamento pubblico, dal miglioramento dell’organizzazione dei servizi e dall’investimento sul personale sanitario, oggi fortemente ridotto rispetto al fabbisogno”. In conclusione, dichiara che “occorre un piano strategico di lungo periodo, capace di coinvolgere tutte le energie del Paese e di garantire, al di là delle appartenenze politiche, la sostenibilità e l’equità del sistema sanitario nazionale, quale diritto fondamentale dei cittadini”.
Giovanni Giuliani, Access Lead Roche, dichiara che “non è più possibile affrontare i temi della fragilità, della sostenibilità del sistema sanitario e dell’equità nell’accesso alle cure senza ripensare i modelli organizzativi, superando un approccio ancora fortemente ospedale-centrico”. Aggiunge inoltre che “è necessario sviluppare percorsi strutturati di presa in carico del paziente, in grado di valorizzare il territorio, la medicina di prossimità e il ruolo delle farmacie e dei medici di medicina generale, garantendo continuità assistenziale e maggiore equità”.
Evidenzia che “un’organizzazione basata su percorsi integrati consente non solo di migliorare la qualità di vita dei pazienti, ma anche di rendere il sistema più sostenibile, riducendo i costi legati all’ospedalizzazione e favorendo una gestione più efficace delle cronicità”. In conclusione, dichiara che “risulta fondamentale intervenire anche sul piano regolatorio e organizzativo, semplificando i processi di accesso alle innovazioni terapeutiche, al fine di ridurre le disuguaglianze e garantire ai cittadini un accesso più rapido ed equo alle cure”.
Il sistema: fratture territoriali e innovazione
Il dibattito ha approfondito il tema delle diseguaglianze territoriali e il rapporto tra innovazione e accesso ai servizi sanitari. Sono intervenuti Carlo Riccini, Direttore Generale di Farmindustria, Alessandro Palombo dell’Istituto Superiore di Sanità ed Elettra Carini (AGENAS), che hanno analizzato le opportunità e le criticità connesse alla ricerca, alla disponibilità delle terapie e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario.
Carlo Riccini, Direttore Generale Farmindustria, dichiara che “il tema delle disuguaglianze in sanità deve essere affrontato in una prospettiva ampia, che tenga conto non solo delle differenze attuali, ma anche di quelle che riguardano le generazioni future, in un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti demografici e territoriali”. Aggiunge inoltre che “le disuguaglianze si manifestano su più livelli – geografico, economico e organizzativo – e richiedono interventi mirati, in grado di migliorare la programmazione e rafforzare le competenze sui territori, anche al fine di garantire un accesso più equo all’innovazione”. Evidenzia che “rendere il sistema più attrattivo per la ricerca e per lo sviluppo, favorendo al contempo una maggiore integrazione tra innovazione tecnologica, dati e modelli organizzativi, rappresenta una leva fondamentale per ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità dell’assistenza”. In conclusione, dichiara che “è necessario adottare un approccio prospettico e strutturato, capace di coniugare sostenibilità, accesso alle cure e progresso scientifico, così da garantire risposte efficaci alle sfide future del sistema sanitario”.
Alessandro Palombo, Direttore del Centro Nazionale IATIS dell’Istituto Superiore di Sanità, dichiara che “la sfida attuale impone di coniugare innovazione tecnologica e tutela della salute, in un contesto in cui l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno trasformando profondamente i modelli di cura e i processi decisionali”. Aggiunge inoltre che “è fondamentale orientare lo sviluppo tecnologico non solo verso ciò che è possibile fare, ma soprattutto verso ciò che è giusto fare, attraverso una governance condivisa e consapevole che coinvolga istituzioni, comunità scientifica e cittadini”. Evidenzia che “il sistema sanitario deve mantenere un approccio centrato sulla persona, in cui la tecnologia rappresenti uno strumento di supporto e non un fine, valorizzando il ruolo della collaborazione e della responsabilità collettiva”. In conclusione, dichiara che “l’intelligenza artificiale può costituire un’opportunità straordinaria per rafforzare la cooperazione e migliorare la qualità dell’assistenza, a condizione che sia accompagnata da maggiore consapevolezza, informazione e capacità di governo dei processi”.
Elettra Carini, dirigente medico dell’Unità di progetto PNRR di Agenas, dichiara che “l’intelligenza artificiale rappresenta una leva potenzialmente strategica per ridurre le disuguaglianze, ma è necessario essere consapevoli che la tecnologia non è mai neutra e può, se non adeguatamente governata, generare ulteriori criticità”.
Aggiunge inoltre che “gli strumenti basati su intelligenza artificiale devono essere progettati per supportare i professionisti sanitari, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale, contribuendo alla gestione dei percorsi di cura, al monitoraggio delle cronicità e alle attività di prevenzione”. Evidenzia che “per garantire equità è fondamentale costruire infrastrutture tecnologiche fondate su principi di trasparenza, sicurezza e qualità dei dati, assicurando al contempo un’integrazione efficace con i sistemi sanitari esistenti”. In conclusione, dichiara che “l’intelligenza artificiale può contribuire concretamente a ridurre le disuguaglianze solo se inserita in un quadro di governance chiaro e condiviso, capace di orientarne lo sviluppo e l’utilizzo in funzione dei bisogni reali del sistema sanitario e dei cittadini”.
Lo scenario: etica, diritti e principi costituzionali
Nel corso del confronto è stato infine affrontato il tema delle diseguaglianze in sanità nel quadro dei principi costituzionali e dei profili etici. Sono intervenuti Giuseppe Franco Ferrari, Professore emerito di Diritto costituzionale all’Università Bocconi, Andrea Lenzi, Professore emerito di Endocrinologia alla Sapienza Università di Roma e Presidente del CNR, e Mons. Renzo Pegoraro, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, che hanno richiamato il ruolo dei principi di equità e universalità nella tutela del diritto alla salute.
Giuseppe Franco Ferrari, Professore emerito di Diritto Costituzionale all’Università Bocconi, dichiara che “il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, rappresenta un elemento fondante dello Stato di diritto, ma la sua piena realizzazione è oggi messa alla prova da molteplici forme di disuguaglianza”. Aggiunge inoltre che “le disuguaglianze si manifestano su diversi piani – territoriale, sociale, demografico e sanitario – incidendo concretamente sull’effettivo esercizio dei diritti e sull’accesso alle prestazioni, in particolare per le categorie più fragili”. Evidenzia che “non è sufficiente il riconoscimento formale del diritto, ma è essenziale garantirne l’effettività, attraverso un adeguato finanziamento del sistema sanitario e un costante aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza”. In conclusione, dichiara che “il corretto funzionamento del sistema sanitario incide direttamente sulla tenuta del sistema democratico, rendendo necessario rafforzare strumenti di programmazione ed efficienza per preservare il rapporto tra diritti sociali e diritti civili”.
Andrea Lenzi, Professore emerito di Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dichiara che “il tema delle disuguaglianze deve essere affrontato attraverso un uso sempre più integrato della ricerca scientifica e dei dati, strumenti fondamentali per orientare le politiche sanitarie e migliorare la conoscenza dei fenomeni”.
Aggiunge inoltre che “la ricerca non può limitarsi alla dimensione tecnologica e biomedica, ma deve estendersi anche alla sfera sociale, contribuendo a comprendere e ridurre le differenze che incidono sull’accesso alle cure e sulla qualità della vita”. Evidenzia che “è necessario rafforzare il coordinamento tra istituzioni, sistema della ricerca e università, al fine di valorizzare le conoscenze e tradurle in interventi concreti a beneficio dei cittadini”. In conclusione, dichiara che “solo attraverso un approccio integrato e multidisciplinare sarà possibile affrontare in modo efficace le sfide legate alle disuguaglianze e promuovere un progresso realmente inclusivo”.
Le conclusioni sono state affidate a Mariapia Garavaglia, Presidente della Fondazione Roche ed ex Ministro della Salute, che ha sintetizzato i principali temi emersi nel confronto e le prospettive per rafforzare l’equità del sistema sanitario italiano.
La senatrice Mariapia Garavaglia, Presidente Fondazione Roche, dichiara che “le disuguaglianze in sanità rappresentano una realtà strutturale che non può essere ignorata e che impone un impegno condiviso per essere ridotta, attraverso politiche efficaci e una maggiore consapevolezza collettiva”. Aggiunge inoltre che “il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, deve essere concretamente garantito a tutti i cittadini, superando le disparità territoriali e sociali che ancora oggi incidono sull’accesso alle cure”. Evidenzia che “la sostenibilità del sistema sanitario nazionale è una scelta eminentemente politica, che richiede priorità chiare e un adeguato livello di finanziamento per assicurare equità e qualità dell’assistenza”. In conclusione, dichiara infine che “è necessario rafforzare l’impegno comune, istituzionale e civico, per contrastare le disuguaglianze e promuovere una cultura della salute fondata su solidarietà, responsabilità e innovazione”.
Il volume presentato, disponibile QUI, propone una riflessione multidisciplinare sulle diseguaglianze che attraversano oggi il sistema sanitario e sulle possibili leve – organizzative, sociali e tecnologiche – per promuovere un accesso più equo alla salute, nella consapevolezza che l’innovazione, a partire dall’intelligenza artificiale, potrà rappresentare uno strumento importante per ridurre i divari, a condizione che venga accompagnata da politiche pubbliche orientate all’equità.
