Il Centro Diagnostico Italiano consolida il proprio ruolo nella ricerca avanzata in sanità grazie all’assegnazione di un finanziamento di 473mila euro nell’ambito del bando Collabora & Innova di Regione Lombardia, dedicato al sostegno di progetti complessi di ricerca, sviluppo e innovazione. L’iniziativa rientra nel Programma Regionale FESR 2021–2027 e promuove la collaborazione strutturata tra centri clinici, istituti di ricerca e imprese ad alta tecnologia. Il progetto finanziato, denominato COPAILOT (COllaborative Platform of Artificial Intelligence Learning from Omics Technologies), mira allo sviluppo di una piattaforma digitale collaborativa basata sul concetto di digital twin, una rappresentazione virtuale e dinamica del paziente che integra dati clinici, diagnostici e biologici per supportare la medicina predittiva e personalizzata. Attraverso modelli avanzati di intelligenza artificiale, la piattaforma consentirà di simulare l’evoluzione delle patologie e la risposta ai trattamenti, offrendo ai medici uno strumento di supporto alle decisioni cliniche.
UNA RETE DI ECCELLENZA TRA CLINICA, RICERCA E IMPRESA
Il progetto COPAILOT è coordinato dall’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio in qualità di capofila e coinvolge una rete di partner di primo piano nel panorama sanitario e scientifico lombardo. Oltre al CDI – Centro Diagnostico Italiano, partecipano al progetto la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e IRCCS Maugeri, impegnati nella validazione clinica del digital twin in diversi ambiti patologici. Accanto ai partner clinici e di ricerca, il progetto vede la partecipazione di imprese altamente specializzate nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, tra cui synbrAIn S.r.l., Mia S.r.l. e DeepTrace Technologies S.r.l., che contribuiscono alla progettazione della piattaforma e allo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale applicati ai dati clinici e omici. All’interno di questa rete, il CDI partecipa al progetto mettendo a disposizione competenze consolidate nell’integrazione dei dati diagnostici, nella sperimentazione clinica e nello sviluppo di strumenti digitali a supporto della pratica medica.
IL DIGITAL TWIN COME STRUMENTO PER LA MEDICINA DI PRECISIONE
Il digital twin consente di costruire una replica digitale del paziente, in grado di evolvere nel tempo sulla base di dati reali e di simulare scenari clinici complessi: dalla progressione della malattia alla previsione del rischio, fino alla valutazione della possibile risposta a specifici trattamenti. Un approccio che favorisce percorsi diagnostico-terapeutici sempre più personalizzati e mirati. Le applicazioni previste dal progetto COPAILOT riguardano ambiti clinici ad alta complessità, tra cui l’oncologia – con particolare riferimento ai tumori mammari, prostatici, polmonari e ginecologici – le patologie neurodegenerative, le malattie cardiovascolari, respiratorie e muscolo-scheletriche.
CONTINUITÀ CON IL PERCORSO DI RICERCA DEL CDI
Il finanziamento regionale rappresenta un ulteriore passo nel percorso di ricerca sul digital twin già avviato dal CDI negli ultimi anni. Dopo lo sviluppo del prototipo di digital human twin e il riconoscimento ottenuto con il Premio Innovazione SMAU nel 2023, il progetto COPAILOT consente di ampliare la scala e l’impatto della ricerca, rafforzando l’integrazione tra dati, modelli predittivi e pratica clinica. «Questo progetto si inserisce in modo coerente nel percorso di innovazione scientifica del CDI, che investe su digital twin e intelligenza artificiale come strumenti a supporto della medicina di precisione, della prevenzione, dell’healthy aging», sottolinea la professoressa Isabella Castiglioni, responsabile scientifico Ricerca, Sviluppo e Innovazione di CDI. «In particolare, tali tecnologie sono centrali nello sviluppo di soluzioni innovative per migliorare sia la prevenzione sia la diagnosi precoce e la diagnosi differenziale di malattie complesse, in particolare, per quanto riguarda l’attività di CDI, i tumori della mammella, della prostata e le malattie neurodegenerative».
