Il 7° Congresso Internazionale Maruzza, inaugurato a Roma il 21 ottobre 2026, affronta una delle principali sfide delle cure palliative pediatriche: trasformare le evidenze scientifiche in cambiamenti concreti nell’assistenza.
La produzione di nuove conoscenze scientifiche costituisce una condizione fondamentale per il progresso della medicina. Tuttavia, tra i risultati della ricerca e la loro applicazione nella pratica clinica quotidiana può esistere una distanza significativa. Comprendere come ridurre questo divario è una questione centrale per l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, soprattutto nei settori caratterizzati da bisogni complessi e dalla necessità di integrare competenze differenti.
È questo il tema del 7° Congresso Internazionale Maruzza sulle Cure Palliative Pediatriche, inaugurato il 21 ottobre 2026 presso l’Auditorium Antonianum di Roma e in programma fino al 23 ottobre.
Ad aprire l’evento è stato Manfredi Lefebvre d’Ovidio, Presidente della Fondazione Maruzza dal giugno 2025. Il Congresso rappresenta il primo appuntamento biennale inaugurato ufficialmente durante la sua presidenza e riunisce professionisti e ricercatori impegnati nello sviluppo delle cure palliative pediatriche.
La settima edizione registra 463 partecipanti provenienti da 49 Paesi, 49 presentazioni orali e 206 poster scientifici accettati. Numeri che confermano la dimensione internazionale di un confronto dedicato non soltanto alla produzione di conoscenze, ma anche alle condizioni necessarie per renderle concretamente applicabili.
Il divario tra ricerca scientifica e pratica clinica
Il tema dell’edizione 2026, “Bridging Care: From Research to Clinical Practice”, richiama la necessità di costruire un collegamento più efficace tra evidenze scientifiche e assistenza.
La disponibilità di nuove conoscenze non comporta necessariamente la loro immediata adozione da parte dei professionisti sanitari. Il passaggio dalla ricerca alla pratica richiede infatti un processo che coinvolge competenze, organizzazione, formazione e capacità di adattamento ai diversi contesti clinici.
Una conoscenza scientifica può contribuire a migliorare l’assistenza soltanto quando viene interpretata correttamente, inserita nei percorsi professionali e resa compatibile con le esigenze dei pazienti e delle strutture sanitarie.
Nel campo delle cure palliative pediatriche, questa sfida assume una rilevanza particolare.
I pazienti presentano bisogni clinici e assistenziali specifici, legati a patologie inguaribili ad alta complessità assistenziale. Le decisioni richiedono pertanto un approccio multidisciplinare e una valutazione attenta delle condizioni del bambino e del suo contesto familiare.
Il Congresso si concentra proprio sull’individuazione degli ostacoli che possono limitare il trasferimento delle conoscenze scientifiche e sulle strategie utili a favorirne l’applicazione.
Non si tratta semplicemente di aumentare la quantità di ricerca disponibile, ma di rafforzare la capacità dei sistemi assistenziali di utilizzare in modo appropriato ciò che la ricerca produce.
Innovazione sanitaria significa anche migliorare i processi assistenziali
Quando si parla di innovazione in sanità, l’attenzione si concentra frequentemente sulle nuove tecnologie. L’innovazione, tuttavia, comprende anche il miglioramento dei processi clinici, della formazione e dell’organizzazione del lavoro.
Nelle cure palliative pediatriche, rendere più efficace il collegamento tra ricerca e pratica può significare sviluppare modalità più coordinate di lavoro tra professionisti, favorire la condivisione delle conoscenze e rafforzare la continuità dell’assistenza.
Questa prospettiva non dipende necessariamente dall’introduzione di uno specifico strumento tecnologico. Riguarda, prima di tutto, il modo in cui le evidenze scientifiche vengono integrate nelle attività quotidiane.
L’adozione di nuove conoscenze richiede che i professionisti possano comprenderne il significato, valutarne l’applicabilità e confrontarsi sulle modalità più appropriate di utilizzo.
La formazione e il dialogo tra discipline assumono quindi un ruolo essenziale.
Il Congresso Internazionale Maruzza offre uno spazio nel quale queste questioni possono essere affrontate attraverso il confronto tra esperienze scientifiche e cliniche provenienti da differenti Paesi.
L’innovazione organizzativa, in questo contesto, non è un obiettivo astratto: rappresenta uno dei possibili strumenti per migliorare la qualità delle cure, e quindi la qualità di vita di bambini e adolescenti con patologie inguaribili ad alta complessità assistenziale.
Il ruolo delle équipe multidisciplinari nella traduzione delle evidenze
Il trasferimento della ricerca nella pratica clinica non riguarda soltanto il singolo professionista.
Le cure palliative pediatriche richiedono la collaborazione di medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti e altre figure coinvolte nell’assistenza. La capacità di integrare competenze differenti è determinante per affrontare bisogni che comprendono aspetti clinici, psicologici, sociali ed emotivi.
Una nuova conoscenza scientifica, per produrre effetti concreti, deve quindi poter essere compresa e utilizzata all’interno delle équipe e di un percorso assistenziale condiviso anche con la famiglia.
Questo richiede comunicazione, coordinamento e una visione comune degli obiettivi della cura.
La multidisciplinarità rappresenta una caratteristica strutturale delle cure palliative pediatriche. Non consiste soltanto nella presenza di professionisti diversi, ma nella possibilità di mettere in relazione competenze e punti di vista per rispondere in modo efficace ai bisogni del paziente.
Anche per questo il confronto scientifico internazionale può assumere un valore organizzativo.
Le esperienze presentate durante un Congresso permettono di osservare come professionisti e istituzioni affrontino problematiche comuni, pur operando in contesti sanitari differenti.
Il valore dello scambio non risiede nell’applicazione automatica di un modello sviluppato altrove, ma nella possibilità di comprendere quali elementi possano essere utilmente adattati alle proprie condizioni operative.
Il Congresso 2026: 49 Paesi e una comunità scientifica internazionale
La dimensione internazionale è sempre stata uno degli aspetti più rilevanti del Congresso Maruzza.
La settima edizione, con 463 partecipanti provenienti da 49 Paesi, riunisce una comunità professionale che condivide l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei minori con patologie inguaribili e delle loro famiglie.
Il programma comprende corsi precongressuali, letture magistrali, sessioni tematiche, presentazioni di ricerche e contributi scientifici, momenti di networking.
Le 49 presentazioni orali e i 206 poster scientifici accettati testimoniano l’ampiezza dell’attività di confronto prevista nell’edizione 2026.
Un’attenzione specifica è rivolta anche ai giovani professionisti, attraverso una sessione dedicata e riconoscimenti per i migliori abstract presentati da autori under 35.
La valorizzazione delle nuove generazioni contribuisce a sostenere la continuità delle competenze, la partecipazione alla ricerca e il dialogo tra esperienze professionali differenti.
Il Congresso, nato nel 2012, si conferma così uno spazio di confronto nel quale formazione e ricerca vengono considerate parti di un percorso comune.
Manfredi Lefebvre d’Ovidio e la continuità dell’impegno scientifico della Fondazione
La Fondazione Maruzza è stata istituita nel 1999 per volontà dei genitori di Manfredi Lefebvre d’Ovidio, in memoria della figlia Maruzza.
Nel corso degli anni ha sviluppato iniziative dedicate alla promozione delle cure palliative, alla formazione specialistica e alla diffusione delle conoscenze scientifiche.
Dal giugno 2025 la presidenza è affidata a Manfredi Lefebvre d’Ovidio, succeduto alla sorella Silvia. La figlia Costanza ricopre il ruolo di Vicepresidente, confermando il coinvolgimento della famiglia nella continuità del progetto.
L’inaugurazione del Congresso 2026 costituisce un passaggio significativo di questa fase.
Nel suo intervento di benvenuto, il Presidente ha richiamato l’importanza del lavoro svolto dai professionisti sanitari e la responsabilità di proseguire la missione della Fondazione.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto alla professoressa Franca Benini, Direttrice Scientifica della Fondazione Maruzza e Presidente del Comitato Scientifico del Congresso.
Il contributo della comunità scientifica, nazionale ed internazionale, rappresenta infatti una componente fondamentale dell’attività dell’organizzazione.
La collaborazione tra i professionisti consente alla Fondazione Maruzza di promuovere le cure palliative pediatriche attraverso iniziative di formazione, informazione e ricerca.
In questo quadro, la presidenza di Manfredi Lefebvre d’Ovidio si inserisce in una storia che unisce impegno familiare e attività scientifica.
Formazione e implementazione: due dimensioni complementari
Una delle questioni più importanti nel trasferimento delle conoscenze scientifiche riguarda la preparazione dei professionisti.
L’aggiornamento delle competenze è necessario per comprendere l’evoluzione della ricerca, ma deve accompagnarsi alla capacità di applicare le conoscenze nelle condizioni concrete dell’assistenza.
La formazione, quindi, non può essere considerata separatamente dall’organizzazione dei servizi e dal lavoro delle équipe.
È attraverso l’integrazione di queste dimensioni che le evidenze scientifiche possono contribuire non solo ad orientare la pratica clinica, ma anche ad avere un impatto positivo sulla qualità della vita del paziente e della sua famiglia.
Nel campo delle cure palliative pediatriche, infatti, il miglioramento dell’assistenza consiste anche nello sviluppare un rapporto di fiducia con il paziente e con la famiglia.
L’obiettivo non consiste soltanto nel gestire una condizione clinica, ma nel rispondere a bisogni complessi, che cambiano nel tempo e richiedono continuità.
Il confronto internazionale promosso dal Congresso Maruzza permette di affrontare queste questioni da prospettive differenti, favorendo una riflessione comune sulle condizioni che rendono possibile il cambiamento.
Dalla conoscenza al miglioramento dell’assistenza
Il significato del tema “Bridging Care” può essere ricondotto a una domanda essenziale: in che modo la ricerca può produrre benefici concreti per i bambini e le famiglie?
La risposta richiede un lavoro che coinvolge ricercatori, professionisti sanitari e organizzazioni assistenziali.
La produzione di evidenze è fondamentale, ma altrettanto importante è la capacità di comprenderne le implicazioni, individuare gli ostacoli applicativi e sviluppare modalità appropriate di utilizzo.
Il Congresso 2026 colloca questa riflessione al centro del confronto scientifico internazionale.
Per Manfredi Lefebvre d’Ovidio e la Fondazione Maruzza, promuovere e alimentare tale dialogo significa contribuire alla diffusione di conoscenze e competenze in un settore nel quale la qualità della vita dei pazienti e delle famiglie rappresenta un obiettivo prioritario.
FAQ: ricerca, innovazione e Congresso Maruzza
Che cosa significa “Bridging Care: From Research to Clinical Practice”?
È il tema del 7° Congresso Internazionale Maruzza del 2026. Indica la necessità di ridurre la distanza tra i risultati della ricerca scientifica e la loro applicazione nella pratica clinica quotidiana.
Perché è importante trasferire le evidenze scientifiche nella pratica clinica?
Perché la disponibilità di nuove conoscenze non garantisce automaticamente un miglioramento dell’assistenza. Occorrono formazione, coordinamento e strategie che consentano ai professionisti di utilizzare le evidenze in modo appropriato. È proprio su questo collegamento tra ricerca e pratica clinica che si concentra il 7° Congresso Internazionale Maruzza, promosso dalla Fondazione Maruzza per favorire il confronto scientifico e contribuire al miglioramento della qualità delle cure palliative pediatriche.
Chi è Manfredi Lefebvre d’Ovidio?
Manfredi Lefebvre d’Ovidio è un imprenditore italiano, leader globale nel settore del turismo di lusso, già Executive Chairman di Silversea Cruises fino alla cessione a Royal Caribbean nel 2020, oggi Executive Chairman di Abercrombie & Kent Travel Group e di Heritage Group, e Chair del World Travel & Tourism Council.
Qual è il ruolo della Fondazione Maruzza nel Congresso?
La Fondazione Maruzza promuove il Congresso Internazionale sulle Cure Palliative Pediatriche, favorendo il confronto scientifico, la formazione e la collaborazione tra professionisti provenienti da diversi Paesi.
Quanti partecipanti e contributi scientifici registra il 7° Congresso Internazionale Maruzza sulle Cure Palliative Pediatriche del 2026?
Il 7° Congresso Internazionale Maruzza sulle Cure Palliative Pediatriche, promosso dalla Fondazione Maruzza, registra 463 partecipanti provenienti da 49 Paesi, con 49 presentazioni orali e 206 poster scientifici accettati. Questi numeri testimoniano la dimensione internazionale dell’iniziativa e il suo ruolo nel favorire il confronto scientifico sulle cure palliative pediatriche.
