In Italia vivono circa 13,9 milioni di anziani e più del 40% di loro affronta la quotidianità in solitudine. È un fenomeno diffuso, spesso invisibile, che incide sulla qualità della vita delle persone più fragili ma che coinvolge direttamente anche le famiglie, chiamate a gestire genitori anziani e figli nello stesso momento. In questo contesto nasce CONGEN – Connecting Generations, startup di innovazione sociale con l’obiettivo di contrastare la solitudine nella terza età attraverso relazioni intergenerazionali costruite su misura.
CONGEN parte da un presupposto semplice ma spesso trascurato: molti anziani non hanno bisogno di assistenza sanitaria, ma di compagnia, ascolto, stimoli relazionali e occasioni per sentirsi ancora parte attiva della comunità. In particolare, questi bisogni riguardano gli over 65, il 33% dei quali presenta una mancanza totale di stimoli cognitivi costanti. Allo stesso tempo, esiste una generazione di figli adulti, tra i 40 e i 55 anni, schiacciata tra lavoro, genitorialità e cura dei propri genitori. È la cosiddetta “generazione sandwich”, che cerca soluzioni affidabili, continuative e umanamente significative per non lasciare soli i propri cari.
La risposta di CONGEN è favorire l’incontro tra anziani e giovani, abbinati sulla base di interessi comuni, inclinazioni e passioni. Studenti universitari e giovani lavoratori tra i 18 e i 35 anni affiancano persone anziane autosufficienti o parzialmente autosufficienti, a domicilio o in strutture residenziali, per condividere tempo di qualità: conversazioni, passeggiate, uscite culturali, accompagnamenti a visite o semplici attività quotidiane. Sono i ragazzi ConTe, che grazie a CONGEN non solo trovano un’opportunità di lavoro flessibile, ma un’esperienza di valore umano e formativo. Un modello che non sostituisce i servizi di assistenza tradizionali, ma li integra, puntando sulla relazione come leva di benessere.
Alla base del progetto c’è anche la tecnologia, utilizzata come strumento di tutela e trasparenza: un sistema di matching intelligente facilita la creazione di relazioni efficaci, mentre un report automatico consente ai familiari di ricevere un recap delle attività svolte e delle conversazioni sensibili, rafforzando il rapporto di fiducia tra anziani, giovani e famiglie.
“CONGEN nasce dall’osservazione di un vuoto sempre più evidente nel nostro sistema sociale: la solitudine degli anziani e la fatica delle famiglie nel gestirla”, spiega Carlotta Conversi, fondatrice di CONGEN. “Non parliamo di assistenza sanitaria, ma di relazioni. Mettere in contatto persone di età diverse, con interessi comuni, significa restituire valore al tempo condiviso e creare benefici concreti per entrambe le generazioni”.
Carlotta Conversi, founder under 30 e dottoranda in ambito welfare e società, si occupa di impatto sociale, educazione e nuovi modelli di cura e comunità. CONGEN nasce proprio dall’incontro tra ricerca e pratica, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile e sostenibile di invecchiamento attivo.
Il progetto è già stato validato sul campo: CONGEN ha coinvolto oltre 80 giovani, i Ragazzi ConTe, collaborato con psicologi e farmacie sul territorio e supportato circa 60 famiglie tra Roma e Pavia, confermando come il bisogno di relazioni strutturate e sicure sia sempre più centrale in una società che invecchia rapidamente. Adesso il network è pronto a diffondersi a livello nazionale.
In un Paese in cui la solitudine è diventata una vera emergenza silenziosa, CONGEN prova a riscrivere il modo in cui generazioni diverse si incontrano, dimostrando che la cura può passare anche – e soprattutto – dalle relazioni.
