La sanità è tradizionalmente in ritardo rispetto ad altri settori quando si tratta di trasformazione digitale ma la pandemia si è rivelata un acceleratore

Giancarlo Soro, Lexmark
Giancarlo Soro, Lexmark

Giancarlo Soro, Amministratore Delegato, Lexmark Italia

Ospedali e strutture sanitarie sono sotto pressione. Mentre i medici si concentrano sulla cura dei propri pazienti, in tutto il mondo abbiamo visto l’importanza che il personale sanitario di supporto riveste in questo periodo difficile.

Poiché la pandemia di Covid-19 si è trasformata in una crisi globale all’inizio del 2020, molte procedure non essenziali sono state ritardate o cancellate in gran parte del mondo. I tecnici del settore sanitario sono stati incaricati di garantire che tutto ciò che non necessitava di un incontro di persona tra medico e paziente fosse condotto a distanza – una richiesta difficile da soddisfare se si considera che, secondo le stime di Gartner, all’inizio del 2020 solo il 22% delle organizzazioni era pronta a trasformarsi digitalmente e il 63% ha dovuto affrontare gravi interruzioni a causa di “ragioni che includono cambiamenti organizzativi interni, tagli sui costi, regolamentazione e conformità, finanziamento o modifiche nella domanda dei consumatori”.

La pandemia di Covid-19 ha cambiato questo panorama più rapidamente di qualsiasi altro evento. Nel giro di poche settimane abbiamo visto organizzazioni costrette a offrire servizi di telemedicina per limitare i contatti di persona non urgenti e introdurre le cartelle cliniche digitali per consentirne l’accesso ai medici che lavorano a distanza.

Il passaggio al lavoro da remoto e il contatto con i pazienti è andato oltre il semplice adattamento delle modalità di erogazione delle cure. Dal momento in cui è stato introdotto il lockdown, i reparti ospedalieri non prioritari, gli uffici e le cliniche sono rimasti vuoti, e la tecnologia di supporto ha iniziato a essere inutilizzata. Per le organizzazioni che avevano acquistato l’hardware o che pagavano contratti di locazione, questo periodo si è rivelato costoso, dato che molti dei loro dispositivi, tra cui stampanti e server on-premise, sono stati nel migliore dei casi sottoutilizzati e per un certo periodo non utilizzati affatto.

I servizi cloud hanno invece mostrato tutto il loro valore. Le organizzazioni che avevano già trasformato digitalmente o che utilizzavano attivamente il cloud sono state in grado di mantenere e beneficiare pienamente degli investimenti fatti. Le soluzioni as-a-service abilitate al cloud, ad esempio, vengono gestite meglio attraverso l’intelligenza artificiale e l’analisi, e abbiamo visto aumentare gli sforzi per passare a un’assistenza sanitaria non cartacea – area con la quale molti hanno storicamente faticato. I medici che erano costretti a lavorare da casa hanno dovuto digitalizzare tutti i loro appunti e le cartelle cliniche dei pazienti – riducendo così la carta e consentendo alla gestione centrale di valutare i processi per comprendere meglio i colli di bottiglia.

Per un certo periodo si è parlato di IA e Analytics come del prossimo grande passo da fare per trasformare l’assistenza sanitaria, e quest’anno abbiamo già visto alcune di queste tecnologie implementate sotto forma di applicazioni di tracciamento per il Covid-19. Tuttavia, a un livello più basilare, possono rappresentare soluzioni efficaci per le sfide legate ai flussi di lavoro, misurando quanto le nuove tecnologie stiano migliorando la cura dei pazienti o la riduzione degli spostamenti necessari per accedere a determinate risorse.

Poiché il personale sanitario in pronto soccorso era sotto pressione, l’analisi è stata utilizzata per garantire che sistemi e processi continuassero a funzionare nel modo più efficace possibile. In termini di stampa, ad esempio, i volumi di utilizzo della carta possono essere confrontati con i flussi di lavoro dei pazienti per evidenziare le aree che potrebbero necessitare di una maggiore o minore capacità installata o in cui la tecnologia esistente non viene utilizzata al massimo delle sue capacità – consentendo ai team tecnologici di intervenire attraverso la formazione o il supporto in loco.

Allo stesso modo, le organizzazioni che investono in soluzioni cloud e print as-a-service che possono essere attivate e disattivate si sono trovate nella posizione migliore per risparmiare risorse preziose e mantenere la flessibilità nella loro risposta alla pandemia. Le aziende con contratti as-a-service scalabili rispetto all’hardware in leasing o di proprietà hanno dovuto pagare solo ciò che hanno utilizzato durante la pandemia. Quindi, con il personale non essenziale a casa, non spendevano per la capacità di stampa inutilizzata, ma potevano facilmente aumentarne l’accesso nel cloud.

In generale, l’adozione della tecnologia nel settore sanitario ha dovuto semplicemente migliorare. In questo contesto, abbiamo visto i vantaggi dei modelli di servizio as-a-service che offrono:

  • Visibilità in tempo reale a supporto al miglioramento continuo
  • Risparmio concentrando le risorse informatiche nelle aree più strategiche,
  • Agilità nel livello del servizio di assistenza allineato al volume d’affari,
  • Avvicinamento a un ambiente completamente digitale, razionalizzando e allineando l’output per facilitare la transizione.

In definitiva, come la ricerca ha dimostrato, la sanità è tradizionalmente in ritardo rispetto ad altri settori quando si tratta di trasformazione digitale. Ma la pandemia si è rivelata positiva in tal senso, facilitando una transizione attesa da tempo.