Con una popolazione sempre più anziana e un crescente numero di non autosufficienti, il nostro paese deve attrezzarsi per fare fronte alle esigenze delle famiglie

anziani

Di Nadia Garbellini

The European House-Ambrosetti e Openjobmetis hanno organizzato Family Care: nuove prospettive per l’Ageing Society – con il patrocinio del Senato della Repubblica – svoltosi ieri 14 ottobre nella splendida cornice del Belvedere Enzo Jannacci, al 31mo piano del Grattacielo Pirelli.

Obiettivo dell’evento, aprire un dialogo tra istituzioni e soggetti privati sulle conseguenze sociali ed economiche dell’evoluzione della struttura demografica del nostro Paese, per avviare partnership volte a dare risposte concrete ai problemi delle famiglie.

Family Care – frutto di 5 anni di test e perfezionamenti – è la nuova società creata da Openjobmetis, in attesa di autorizzazione ANPAL per poter svolgere, auspicabilmente dal 1° gennaio del prossimo anno, tutte le attività tipiche di una agenzia di lavoro specificamente pensata per offrire servizi alle famiglie che abbiano necessità di affidare un loro caro ad una badante.

Ma non finisce qui: Family Care mette a disposizione delle famiglie anche una app tecnologica, Badaplus, che fornisce a famiglie e badanti la possibilità di programmare e monitorare tutti gli aspetti della cura dell’anziano non sutosufficiente. Attività da svolgere, farmaci da sommonistrare, pasti: pianificare l’agenda del malato non è mai stato così facile.

“La tecnologia oggi ci offre tante possibilità: pensiamo ad esempio ai sistemi per misurare la pressione o controllare il battito, dati che si possono poi trasmettere direttamente a un call center per curare in remoto lo stato di salute dell’anziano. Sono tutti servizi che stiamo pensando di integrare nel corso dei prossimi anni, in aggiunta ai servizi alla persona che restano il nostro core business”, ha commentato Alessandro Esposti, CFO di Openjobmetis.

Tanti sono stati gli interventi nel corso dell’evento – tra operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni e policy maker, che hanno fornito interessanti spunti di riflessione sul tema del fenomeno dell’invecchiamento demografico.

Roberta Crialesi – dirigente del sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di ISTAT – ha fornito un quadro della situazione demografica del nostro Paese. Sono quasi 14 milioni gli ultrasessantacinquenni in Italia, di cui 10 milioni hanno superato i 70 anni.

Nel frattempo il tasso di natalità scende e la speranza di vita si allunga, con il risultato che entro 20 anni gli over 65 saranno ben 18,6 milioni.

Più di 1 anziano su 3 non è in grado di svolgere autonomamente le proprie faccende domestiche, e più di 1 su 10 non è più autosufficiente. Le generazioni più giovani fanno figli sempre più tardi, e si trovano così ad essere schiacciate tra la necessità di crescere figli piccoli e di accudire genitori anziani. Il servizio sanitario, privato di buona parte del lavoro di cura precedentemente svolto dalle donne, si trova in difficoltà sempre maggiori.

Sono ormai 2,8 milioni gli anziani che domandano assistenza, a fronte di un’offerta di un milione di assistenti familiari – i badanti. Di questi, solo il 40% gode di un contratto di assunzione regolare. Inoltre, il panorama dei servizi è estremamente frammentato e disomogeneo a livello territoriale.

Il Forum – che ha visto tra gli altri gli interventi istituzionali di Giulio Gallera (Assessore al Welfare della Regione), Melania de Nichilo Rizzoli (Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro) e Giovanni Daverio (Direttore Generale Politiche sociali, abitative e disabilità) – ha individuato cinque priorità di azione:

  • Sostenere la partnership tra pubblico e privato, per dare una risposta adeguata ai bisogni delle famiglie
  • Incentivare l’innovazione dei servizi offerti a domicilio ad anziani e caregiver, sfruttando le nuove tecnologie
  • Definire percorsi di formazione specifici e criteri di qualità per gli operatori
  • Fornire counseling alle famiglie perché possano scegliere le soluzioni migliori in maniera informata
  • Prevedere agevolazioni fiscali aumentando la deducibilità fiscale dal reddito rispetto al 19% attuale

La divisione Family Care di Openjobmetis nasce nel 2015 con l’avvio di due progetti pilota a Padova e Mestre, crescendo a doppia cifra fino a raggiungere il numero di 9 filiali che assistono circa 750 prevalentemente nel Nord e Centro Italia.

Rosario Rasizza, AD di Openjobmetis, ha così commentato: “La Divisione Family Care è nata dalla volontà di sperimentare e lanciare un’offerta di servizi che ritenevamo e riteniamo di strategica con alto potenziale di sviluppo. Oggi, dopo quattro anni, possiamo dire di aver avuto la giusta intuizione e per questo vogliamo continuare a crescere con l’obiettivo di diventare un primario operatore nel settore dell’assistenza ad anziani e non autosufficienti, anche attraverso la futura aggregazione di realtà locali specializzate nel settore. Puntiamo ad offrire servizi di alto livello, che rispondano a tutte le necessità tipiche di momenti anche difficili, in maniera legale e tempestiva. Non si esclude in futuro di ampliare la nostra offerta proponendo servizi ad hoc, come fisioterapia, trasporto dell’assistito e molto altro.”