Garantire un accesso tempestivo ai trattamenti per l’ictus rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari. In Italia si registrano ogni anno circa 200.000 nuovi casi di ictus[1], una patologia che rappresenta la seconda causa di morte e la prima causa di disabilità permanente negli adulti[2]: è in questo quadro che si inserisce il nuovo progetto annunciato da Philips, specialista globale nell’Health Technology, per sviluppare nuove tecnologie basate su imaging avanzato, robotica e intelligenza artificiale per supportare procedure endovascolari assistite a distanza e sempre più automatizzate. Il progetto ha ottenuto un finanziamento fino a 33,7 milioni di dollari nell’ambito del programma Autonomous Interventions and Robotics (AIR) dell’Advanced Research Projects Agency for Health (ARPA-H), agenzia del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti e sarà sviluppato in collaborazione con Johns Hopkins University, Boston University e il neuroradiologo interventista J Mocco della Weill Cornell Medicine.
L’obiettivo è contribuire ad ampliare l’accesso a interventi tempo-dipendenti come la trombectomia meccanica, una procedura mini-invasiva che può ridurre significativamente la mortalità e la disabilità nei pazienti colpiti da ictus ischemico. Oggi, nonostante l’efficacia clinica dimostrata, soltanto una minoranza dei pazienti eleggibili riesce ad accedere a questo trattamento, anche a causa della limitata disponibilità di specialisti e centri altamente specializzati. In Italia, secondo stime recenti, solo circa il 4% dei pazienti riceve una trombectomia meccanica, a fronte di una quota potenziale di pazienti eleggibili molto più elevata[3].
Philips sta accelerando lo sviluppo dell’automazione robotica delle procedure integrando imaging, robotica, automazione basata sull’intelligenza artificiale e dispositivi interventistici intelligenti nella propria piattaforma di terapia guidata da immagini Azurion.
Il progetto porterà allo sviluppo di tecnologie per la navigazione endovascolare, il controllo robotico dei dispositivi, la guida procedurale basata sulle immagini, l’automazione dei flussi di lavoro e l’intervento da remoto.
Queste soluzioni sono progettate per supportare le procedure guidate dalle immagini e consentire livelli progressivamente più elevati di autonomia, sotto il controllo di specialisti esperti.
«Il programma di ARPA-H accelera la nostra visione di lungo periodo per l’interventistica guidata dalle immagini», dichiara Bert van Meurs, Chief Business Leader Image-Guided Therapy di Philips. «Stiamo contribuendo a costruire un futuro in cui l’accesso alle cure specialistiche non sia più limitato dalla geografia o dalla disponibilità di professionisti. L’obiettivo non è sostituire l’esperienza clinica, ma renderla più accessibile e scalabile».
«La solidità delle ricerche condotte negli ultimi anni nei campi della robotica e dell’intelligenza artificiale ha posto le basi scientifiche per questa iniziativa», aggiunge Betsabeh Madani-Hermann, Head of Research di Philips. «Il progetto valorizza anni di lavoro nell’automazione delle procedure guidate dalle immagini e nella robotica interventistica con l’obiettivo di ampliare l’accesso ai trattamenti per l’ictus, dove il fattore tempo è determinante».
Nell’ambito del programma, Philips collaborerà con Johns Hopkins University e Boston University, combinando la propria esperienza nella terapia guidata dalle immagini e nell’automazione dei flussi di lavoro con competenze accademiche di eccellenza maturate nell’ambito della robotica, dell’automazione procedurale e del trasferimento clinico dell’innovazione.
Johns Hopkins University sarà responsabile dello sviluppo di sistemi di navigazione autonoma dei dispositivi, sotto la guida di Axel Krieger, PhD, Associate Professor di Mechanical Engineering.
Boston University guiderà invece lo sviluppo di cateteri orientabili attraverso il lavoro congiunto di Tommaso Ranzani, PhD, Associate Professor di Mechanical Engineering e Materials Science & Engineering, e Sheila Russo, Associate Professor di Mechanical Engineering e Materials Science & Engineering.
«La robotica ha il potenziale di migliorare precisione e accuratezza nelle procedure endovascolari per l’ictus, contribuendo al tempo stesso a estendere l’esperienza degli specialisti attraverso interventi eseguiti da remoto», afferma Dr. J Mocco, Chair of Neurological Surgery presso Weill Cornell Medicine e collaboratore clinico del programma. «Sono entusiasta di collaborare con Philips e con i partner accademici per trasformare questo potenziale in innovazione clinicamente rilevante, sviluppando tecnologie in grado di supportare i professionisti sanitari e migliorare gli esiti per i pazienti».
Oggi Philips supporta i clinici attraverso oltre 20.000 sistemi di terapia guidata dalle immagini installati in più di 80 Paesi. Ogni secondo, nel mondo, un paziente viene trattato utilizzando una soluzione Philips di image-guided therapy.
Forte di questa presenza globale e di oltre 40 anni di esperienza nelle partnership pubblico-private per l’innovazione in sanità, Philips considera il programma ARPA-H AIR un ulteriore passo avanti nella propria strategia di sviluppo, con l’obiettivo di contribuire a rendere le cure endovascolari specialistiche per l’ictus accessibili a un numero sempre maggiore di pazienti attraverso tecnologie innovative.
[1] Fonte Istituto Superiore di Sanità https://www.iss.it/-/neglect-e-afasia-presentate-le-prime-linee-guida-per-la-diagnosi-e-la-cura-di-due-dei-principali-effetti-dell-ictus
[2] Fonte Società italiana di ipertensione arteriosa https://siia.it/per-il-pubblico/lictus/ictus-i-numeri-in-italia/?doing_wp_cron=1788760604.5892519950866699218750
[3] Studio pubblicato su Journal of Thrombosis and Thrombolysis.
