La quarta edizione annuale del Global Cloud Storage Index 2026 di Wasabi analizza il modo in cui le organizzazioni gestiscono infrastruttura e budget a supporto dell’IA e del cloud storage, oltre alle sfide persistenti in materia di sicurezza dei dati e alle possibili soluzioni.
Il Cloud Storage Index di Wasabi è un punto di riferimento per monitorare l’evoluzione del settore e comprendere la percezione dei decision maker IT in merito ai servizi infrastrutturali e al cloud storage. Negli ultimi tre anni, lo studio ha evidenziato insight distintivi sulle dinamiche di acquisto, sul livello di soddisfazione degli utenti e sull’impatto dei modelli tariffari degli hyperscaler sui costi dello storage cloud.
Le ambizioni legate all’IA superano la preparazione infrastrutturale
- Le organizzazioni sanitarie a livello globale stanno aumentando gli investimenti nell’infrastruttura di IA: quasi due terzi (64%) dei professionisti IT del settore sanitario prevedono che il budget della propria organizzazione destinato all’infrastruttura di IA aumenterà nel corso del prossimo anno. Vista la crescente importanza dei carichi di lavoro ad alta intensità di dati, il 67% della spesa per l’IA è destinato a infrastrutture dati e di calcolo, a conferma del ruolo fondamentale che storage e infrastruttura svolgono nel rendere possibili le iniziative di IA.
- Le sfide legate ai costi dell’IA incidono sui risultati di business: nonostante l’aumento degli investimenti, molte organizzazioni faticano a controllare i costi di storage e infrastruttura associati all’IA. Quasi la metà (43%) degli intervistati nel settore sanitario indica i costi elevati o imprevedibili tra le principali sfide nella gestione del cloud storage legato all’IA, mentre il 27% dichiara che i propri progetti di IA operano attualmente in perdita. Questi risultati suggeriscono che la gestione dei costi resta un ostacolo significativo per liberare appieno il valore dell’IA.
I costi accessori del cloud diventano sempre più difficili da gestire, spingendo molte organizzazioni ad adottare strategie multicloud
- I costi accessori del cloud storage assorbono una quota significativa della spesa aziendale: quasi la metà (49%) della spesa delle organizzazioni sanitarie per il cloud storage è destinata a costi accessori di storage e di rete, anziché alla capacità di storage effettiva. Con la crescita dei volumi di dati e l’accesso sempre più frequente ai dati per analytics e workload di IA, gli oneri legati ai costi accessori continuano a rappresentare una parte rilevante dei costi complessivi del cloud storage.
- L’adozione del multicloud riflette le crescenti preoccupazioni sui costi: il 73% degli intervistati utilizza più di un provider di cloud storage pubblico e il 65% sta adottando soluzioni di storage ibrido, segno che le organizzazioni cercano maggiore flessibilità, ottimizzazione dei costi e controllo su dove vengono archiviati i propri dati.
- Grandi volumi di dati restano sottoutilizzati: la maggior parte delle organizzazioni sanitarie stima che fino al 49% della capacità di storage sia costituita da “dark data”. Questo indica un’opportunità ancora inesplorata per ottenere ulteriore valore dagli asset di dati esistenti, riducendo al tempo stesso i costi di storage non necessari.
“Le organizzazioni sanitarie stanno riconoscendo sempre più che il costo reale del cloud storage va ben oltre la capacità di storage effettivamente utilizzata”, dichiara Andrew Smith, Director of Strategy and Market Intelligence di Wasabi Technologies ed ex analista IDC. “Poiché IA, analytics e altri workload ad alta intensità di dati generano esigenze sempre più frequenti di accesso ai dati, i costi accessori associati allo spostamento e all’utilizzo di tali dati sono diventate difficili da prevedere e gestire. Allo stesso tempo, la diffusione dei dark data rappresenta un’opportunità per le organizzazioni sanitarie di sbloccare maggiore valore dalle informazioni già in loro possesso e di prepararsi a sostenere l’innovazione, mantenendo sotto controllo la spesa per lo storage”.
La resilienza dei dati migliora, ma persistono lacune di fiducia
- Le organizzazioni sanitarie non hanno piena fiducia nella capacità di ripristino dopo un attacco: nonostante gli investimenti crescenti nella cyber resilience, solo il 51% dei professionisti IT del settore sanitario afferma di essere sicuro di poter mantenere i dati operativi e inalterati dopo un attacco informatico.
- Le organizzazioni sanitarie stanno rafforzando le proprie strategie di protezione dei dati, adottando sempre più tecnologie e architetture progettate per migliorare la resilienza. Circa due terzi (70%) utilizzano oggi l’immutabilità per proteggere i dati da alterazioni o cancellazioni. Questo dato, unito alla crescente adozione di strategie di cloud storage ibrido, indica una maggiore attenzione del settore al rafforzamento della resilienza informatica in un panorama delle minacce in continua evoluzione.
