Medicina, ricerca scientifica e innovazione tecnologica devono tornare al centro delle politiche pubbliche per garantire un sistema sanitario più efficiente, sostenibile e capace di rispondere alle sfide dell’era digitale. È questo il messaggio emerso dal seminario promosso da Heal Italia Foundation con il patrocinio dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e in collaborazione con l’Associazione Euopean Society of Degenerative Disease e la Fondazione AIDR – Osservatorio Sanità Digitale, che ha riunito docenti universitari, ricercatori e studenti per discutere il ruolo della medicina nell’epoca dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie.
L’iniziativa, organizzata presso il l’Università di Roma Tor Vergata e seguita anche in modalità webinar da studenti e ricercatori, ha affrontato una domanda cruciale per le nuove generazioni: vale ancora la pena studiare medicina e scienze nel mondo dell’AI? Dal confronto tra gli esperti è emersa una risposta chiara: la medicina del futuro dipenderà sempre più dalla capacità di integrare ricerca scientifica, innovazione digitale e medicina personalizzata, rendendo possibile trasformare rapidamente le scoperte scientifiche in nuove cure e terapie per i pazienti.
In questo contesto, è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra università, istituzioni e mondo dell’innovazione, affinché la trasformazione digitale della sanità diventi una priorità strategica per il Paese.
Il professor Giuseppe Sica, ordinario di chirurgia presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha sottolineato: “La medicina di oggi non può più essere separata dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica. La ricerca traslazionale e la medicina personalizzata rappresentano la vera frontiera della scienza: significa trasformare le conoscenze scientifiche in cure sempre più precise e meno invasive per i pazienti. Per questo è fondamentale continuare a investire nella formazione dei giovani e nel collegamento tra università, ricerca e sistema sanitario”.
Secondo i promotori dell’iniziativa, l’Italia dispone di competenze scientifiche e mediche di altissimo livello, ma serve una visione strategica che metta al centro ricerca, sanità digitale e formazione delle nuove generazioni.
Per la Fondazione AIDR – osservatorio sanità digitale, infatti, il futuro della sanità non potrà prescindere dall’integrazione tra medicina, intelligenza artificiale, robotica chirurgica e gestione intelligente dei dati sanitari, strumenti che possono migliorare la prevenzione, l’accuratezza delle diagnosi e la qualità delle cure.
