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    La sanità è veramente digitale?

    By Stefano Castelnuovo13 Maggio 20223 Mins Read
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    La strada è quella giusta, ma sono necessari interventi strutturali ed investimenti

    BI-REX for Life Science Sanità 4.0

    La Pandemia di Covid-19 ha portato inevitabilmente a dover fare profonde riflessioni riguardanti il sistema sanitario sia per la sua importanza in qualità di infrastruttura critica che per l’accelerazione di una serie di trend in atto come la digitalizzazione. Gli ultimi due anni hanno infatti mostrato la necessarietà di un ripensamento dei modelli di assistenza e di erogazione dei servizi sanitari, con il paziente che deve essere posto al centro.

    “In questo scenario giocano un ruolo fondamentale le tecnologie digitali che permettono una gestione olistica, efficiente e sostenibile del paziente” ha sottolineato Roberta Busticchi, Presidente e CEO di Siemens Healthineers in occasione del Siemens Healthineers Future Summit, un roadshow itinerante pensato per evidenziare criticità ed opportunità di un settore così importante come quello sanitario.

    E sono proprio gli investimenti a fare la differenza sia per la creazione di piattaforme tecnologiche che per lo sviluppo di competenze. Solo in questo modo potrà essere garantito un accesso più veloce ed equo alle terapie oltre che la possibilità di estendere la cura e il monitoraggio del paziente al di fuori delle strutture ospedaliere.

    “Il PNRR rappresenta un’opportunità unica poiché prevede oltre 4 miliardi di euro destinati all’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero nazionale che conta più di 3mila apparecchiature obsolete” ha spiegato Roberta Busticchi, evidenziando come gli investimenti debbano però essere saggiamente destinati per risultare realmente efficaci.

    In questa direzione Il CEO ha anche presentato la ricetta targata Siemens Healthineers per un sistema sanitario all’avanguardia. Tre sono i pilastri

    • Creazione di un gemello digitale: l’eccellenza nell’imaging e nella diagnostica consentono di creare un gemello digitale del paziente, utilizzando la personalizzazione della diagnosi, la selezione e il monitoraggio della terapia, l’assistenza post-terapia e la gestione della salute.
    • La medicina di precisione con cui si affrontano le malattie più diffuse tramite un trattamento intelligente e guidato dall’immagine grazie anche alla robotica.
    • L’intelligenza artificiale capace di elaborare i dati del gemello digitale e della medicina di precisione insieme ad una serie di altre informazioni.

    Sanità digitale: a che punto siamo?

    Alla domanda posta a Marco del Seta, head of digital services di Siemens Healthineers se ad oggi la sanità sia realmente digitale, il manager ha dichiarato che c’è ancora diversa strada da fare: “occorrono sistemi di gestione dei dati che creino integrazione tra le diverse strutture e sistemi. Deve essere anchefacilitato l’accesso alle informazioni sia per i pazienti che al personale. E’ necessario inoltre fare affidamento su un’infrastruttura che supporti l’intero patient jounrney, dalla visita al percorso ospedaliero fino ai nuovi servizi remotizzati”.

    La tecnologia da sola però non è sufficiente: bisogna costituire degli ecosistemi di partner dove istituzioni, settore pubblico e privato, società scientifiche e associazioni pazienti collaborino per rimuovere gli ostacoli burocratici, organizzativi e assistenziali alla richiesta di cure.

    Una particolarità riguarda la centralità dei clinici secondo Marco del Seta: “la sanità digitale e la telemedicina non sono un percorso informatico, ma medico. Ne consegue pertanto che questo percorso debba essere disegnato e gestito da persone attive nel sistema sanitario”.

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