Il dott. Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, ha evidenziato il ruolo dei medici del lavoro e delle strutture sanitarie sul territorio per controllare in futuro la diffusione del virus. Cambieranno le modalità di vivere di muoversi. Attenzione a cosa accadrà dopo il 4 maggio

Dott. Fabrizio Pregliasco, virologo Università di Milano
Dott. Fabrizio Pregliasco, virologo Università di Milano

Capitolo terzo per “Restart in Green Forum” l’evento online nato dall’intesa tra CFA e REMTECH con il supporto di Bitmat, oggi dedicato a “Dialoghi tra salute e lavoro”.

Tra i protagonisti della giornata del 29 aprile il virologo dell’Università di Milano dott. Fabrizio Pregliasco, che ha parlato di come si dovranno riorganizzare il mondo del lavoro ed il mondo dei trasporti per affrontare il coronavirus, focalizzandosi anche su come dovrà cambiare lo stile di vita degli italiani, con un occhio di riguardo a quello che succederà a partire dal 4 maggio con il via alla Fase 2.

Il mondo del lavoro

Partendo dalla premessa che le situazioni di emergenza si trasformano in fretta in situazioni ordinarie Pregliasco ha messo in evidenza come la guardia non deve essere abbassata per evitare che più avanti nel tempo si sviluppino nuovi focolai che possano dare origine a una seconda ondata del virus, soprattutto nelle aree geografiche maggiormente coinvolte.

Un attenzione particolare dovrà essere riservata ai luoghi di lavoro, motivo per il quale i datori di lavoro dovranno attrezzarsi per agire in ottica preventiva quanto più possibile. Fondamentale sarà il ruolo del medico del lavoro e delle strutture mediche presenti sul territorio, che dovranno andare a creare un unico ecosistema per prevenire il ravvivarsi del virus o comunque intervenire nel caso in cui il virus si riaccenda.

“Il presidio delle realtà sanitarie locali e territoriali è fondamentale – spiega Pregliasco -. Si tratta di un processo la cui valorizzazione era già in atto ma a cui ora l’emergenza ha dato una maggiore dinamicità e velocità. Il medico del lavoro ma anche gli igienisti e i medici presenti sul territorio dovranno essere attivi e reattivi anche nel mettere in piedi un sistema interconnesso che garantisca la salute di tutti”.

Come cambieranno i trasporti

Altro tema caldo è quello dei trasporti pubblici, uno dei principali settori che sono stati toccati dal dilagare della pandemia.
Si stanno facendo già delle sperimentazioni e si prevede che il settore dei trasporti subirà una ristrutturazione che porterà ad un calo del 50% nel loro utilizzo.

“Si tratta di un aspetto molto complesso dove il problema del distanziamento sociale è particolarmente importante e delicato – spiega Pregliasco -. Si sta pensando ad una diminuzione della capienza dei mezzi con accessi limitati e contingentati e si sta cercando di potenziare l’utilizzo dell’automobile e della bicicletta, laddove è possibile. Ovviamente si tratta di un sistema molto delicato e dove bisogna fare molta attenzione perché occorre considerare tutte le filiere e le interconnessioni delle scelte che si faranno: toccando un determinato ambito si dà infatti via ad un effetto domino imprevedibile in ambiti imprevedibili”.

“Gli effetti sul sistema dei trasporti saranno particolarmente lunghi perché per sviluppare una sorta di immunità di gregge la quota di popolazione colpita dal virus deve assestarsi al 60 – 70% percento mentre ora anche nelle zone più colpite ci si attesta intorno ad un 20%.
Anche i datori di lavoro dovranno ripensare gli orari lavorativi perché non ci saranno più fasce fisse di accesso al lavoro e uguali per tutti: le punte si dovranno spalmare e non esisteranno più gli orari di punta”.

A cambiare sarà quindi lo stile di vita degli italiani, che dovrà essere decisamente più slow pur continuando a mantenere competitivo il sistema Italia.

“Ci saranno elementi di organizzazione del lavoro e una revisione complessiva delle modalità con cui la produzione e le attività di servizio opereranno”.

Focus sulla Fase 2

Per finire una battuta sulla Fase due.

“Bisogna innanzitutto chiarire i dubbi operativi concreti rispetto alla vita che potremo fare e dal 4 maggio valutare come si evolverà la situazione. Io credo che bisognerà intervenire con interventi sartoriali senza che si vada più incontro ad un blocco dell’intera nazione e di intere regioni perché solo così avremo un margine effettivo per tutelare la salute dei cittadini. Vediamo cosa accade dal 4 maggio e valuteremo poi come e quando aprire i rubinetti mano in mano in maniera più attenta e puntuale”.