Gli italiani cercano sempre più informazioni sulla psiconcologia, la disciplina che affronta le conseguenze psicologiche, emotive, relazionali e sociali del tumore, per pazienti e familiari. Secondo un’analisi dei dati Google Trends (Italia, settembre 2021 – settembre 2026), l’interesse relativo per il termine “Psiconcologia” è cresciuto del 113,9%: l’indice medio è passato da 36,5 punti (ottobre 2021 – settembre 2022) a 78,1 punti (ottobre 2025 – settembre 2026). Il picco è di febbraio 2026, con il valore massimo di 100. Tra le ricerche correlate compare anche “psiconcologo”.
Dove si cerca di più. Basilicata (100), Lazio (70), Calabria (63), Sicilia (61) e Umbria (58) guidano la classifica per interesse relativo. Il dato misura l’interesse rispetto al totale delle ricerche di ciascuna area, non il numero assoluto di ricerche.

Il contesto. In Italia si stimano circa 390.000 nuove diagnosi di tumore l’anno (AIOM-AIRTUM, I numeri del cancro in Italia 2025), un dato sostanzialmente stabile negli ultimi anni. L’attenzione verso la dimensione psicologica della malattia cresce quindi molto più velocemente del numero delle diagnosi.
I numeri del disagio. Secondo l’AIOM, circa il 20% delle persone con tumore soffre di depressione, il 10% di ansia e oltre il 50% sviluppa una forma di disagio psicologico. In una revisione sistematica internazionale di 46 studi su oltre 11.000 pazienti e sopravvissuti, il 59% ha riferito almeno un timore moderato di recidiva e il 19% una paura forte. Eppure in Italia lo psiconcologo è presente, sulla carta, in circa la metà dei centri, ma meno di un paziente su cinque riceve di fatto questo aiuto.
Perché serve uno specialista. «Il paziente oncologico ha bisogni psicologici specifici: servono competenze e tecniche mirate, non un sostegno generico», spiega il Dott. Francesco Perrone. «Possiamo intervenire sulla gestione dell’ansia collegata alla diagnosi e agli esami di controllo, sulla paura della progressione o della recidiva, sul rapporto con il proprio corpo dopo un intervento o durante le terapie, sulle difficoltà comunicative con i familiari e sul recupero di una progettualità personale».
Le tecniche vanno adattate a ogni persona: «interventi strutturati di gestione dello stress, tecniche di rilassamento e respirazione, strategie cognitive e comportamentali, strumenti di regolazione emotiva e interventi psicoeducativi». E aggiunge: «La specificità della psiconcologia consiste nella capacità di integrare la conoscenza dei processi psicologici con quella del percorso oncologico, lavorando in sinergia con gli altri professionisti coinvolti nella cura».
Un lavoro di squadra. È fondamentale che lo psiconcologo operi in stretta collaborazione con l’oncologo, con il sostegno della famiglia e con il medico di famiglia e, quando serve, con gli altri professionisti coinvolti nella cura, come infermieri, chirurghi e radioterapisti, nutrizionisti, fisioterapisti, assistenti sociali e associazioni di pazienti. Solo un percorso condiviso permette di accompagnare la persona in tutte le fasi della malattia.
Il supporto può riguardare anche familiari e caregiver, e continuare dopo la fine delle terapie, quando alcune persone faticano a recuperare la normalità precedente alla diagnosi.
Nota metodologica. Google Trends non fornisce il numero assoluto delle ricerche, ma un indice normalizzato da 0 a 100. La variazione del 113,9% riguarda quindi l’indice di interesse relativo, non il numero di persone né di pazienti o prestazioni. Per evitare oscillazioni mensili, sono state confrontate le medie di due periodi di dodici mesi. Il confronto puntuale tra ottobre 2021 (40) e settembre 2026 (78) dà +95%.
Fonti: elaborazione su dati Google Trends (Italia, 2021-2026); AIOM-AIRTUM, I numeri del cancro in Italia; AIOM, comunicato su disagio psicologico e tumori (ottobre 2023); revisione sistematica su paura della recidiva, Psycho-Oncology; Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO).
