La Società Italiana di Urologia (SIU), guidata dal Presidente Prof. Giuseppe Carrieri, ha inviato una richiesta formale all’AGENAS. l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, per sollecitare la revisione delle recenti raccomandazioni riguardanti i sistemi di chirurgia robotica in urologia, ginecologia e chirurgia generale. Pur riconoscendo il valore del processo di Health Technology Assessment, la SIU ritiene necessario intervenire su un documento che, a parere della Società, presenta criticità metodologiche evidenti. Gli stessi estensori del rapporto, infatti, hanno ammesso che le evidenze alla base delle loro raccomandazioni sono di “limitata qualità metodologica” e, aggiunge la SIU, non risultano adeguatamente considerate le evidenze scientifiche più recenti disponibili.
Come anticipato durante lo svolgimento dei lavori da alcuni membri del Consiglio Direttivo coinvolto, le attuali raccomandazioni risultano pertanto difficilmente conciliabili con la pratica clinica e con l’evoluzione dei percorsi assistenziali nel Servizio Sanitario Nazionale.
La posizione della SIU è netta riguardo al valore clinico della chirurgia robot-assistita, che deve essere riconosciuta come uno standard assistenziale consolidato. La Società sottolinea che il razionale alla base della diffusione di questa tecnologia in ambito urologico “risieda nella capacità di coniugare i benefici propri dell’approccio mini-invasivo con una qualità sovrapponibile, e in alcuni aspetti superiore, a quella dell’approccio open”. Poiché l’approccio mini-invasivo rappresenta ormai lo standard di riferimento rispetto a quello a cielo aperto, la SIU ritiene che la chirurgia robotica offra un vantaggio clinico intrinseco, indipendente dalla disponibilità di ulteriori evidenze comparative definitive per ogni specifica procedura. Inoltre, le attuali raccomandazioni di tipo 4 vengono definite “de facto incompatibili con pratiche così consolidate nel SSN”.
Dal punto di vista organizzativo, la SIU evidenzia come l’azione di AGENAS non sia tempestiva, considerato che i flussi SDO documentano una crescita costante e significativa dell’utilizzo della chirurgia robotica, in piena coerenza con le linee guida internazionali. L’Italia è tra le nazioni che detengono il maggiore numero di robot in Europa e la sostenibilità economica di tale investimento dipende dallo sfruttamento massimale della tecnologia. La mancata raccomandazione di procedure maggiori pone un rischio concreto: “espone al rischio che tale obiettivo sia perseguito svolgendo procedure anche meno appropriate”.
Infine, la SIU ricorda che l’expertise robotica è ormai parte dei programmi di insegnamento delle scuole di specializzazione, mentre quella laparoscopica è patrimonio di pochi specialisti prossimi alla quiescenza. In assenza di raccomandazioni positive, si teme un ritorno forzato all’approccio a cielo aperto, che disattenderebbe le aspettative dei pazienti e peggiorerebbe i decorsi clinici. Per queste ragioni, la SIU chiede il ritiro delle raccomandazioni negative, dichiarando la propria completa disponibilità a una collaborazione costruttiva per la revisione del testo
