Nuova accelerazione sul mercato statunitense per Delcon, società italiana specializzata nella progettazione e produzione di dispositivi medicali e software per la filiera trasfusionale. L’azienda ha chiuso accordi per circa 8 milioni di dollari negli Stati Uniti per il biennio 2026–2027 che prevedono la consegna di oltre 2000 dispositivi per la donazione di sangue, consolidando il Nord America come mercato di riferimento per la propria strategia di crescita.
Oggi l’azienda è infatti presente in 35 Stati americani con le sue soluzioni più innovative per le donazioni di sangue (le bilance “Milano”, i sigillatori “Roma” e la piattaforma che utilizza l’AI per incentivare le donazioni OpenChair), e si avvicina a una quota di mercato del 50% nel segmento delle bilance per la raccolta di sangue intero. Un’espansione che ha contribuito a trainare il fatturato, attestatosi sui 14 milioni di euro nell’ultimo anno, in crescita del 25% rispetto al 2024.
Tecnologia e design: il modello “Milano”
Al centro della commessa c’è “Milano”, una bilancia smart per la donazione di sangue che combina misurazione ad alta precisione (scala certificata con accuratezza al grammo) con funzioni avanzate di gestione del dato e connettività bidirezionale con i principali sistemi gestionali dei blood center. Integrata con la piattaforma software DelcoNet, permette di orchestrare in modo digitale il flusso di informazioni tra il punto di raccolta e la lavorazione dei componenti ematici, riducendo errori, tempi di documentazione e passaggi manuali.
La bilancia “Milano” è stata progettata da Delcon insieme al centro di innovazione digitale Cefriel e co-sviluppata con il New York Blood Center, sulla base di un percorso di co-design che ha coinvolto gli operatori in prima linea nella raccolta. Per il suo design, che unisce ergonomia, usabilità e integrazione digitale, il dispositivo ha vinto nel 2022 il Compasso d’Oro ADI, uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali nel campo del design di prodotto.
A oggi sono attive circa 1500 bilance “Milano” nelle sole strutture del New York Blood Center e oltre a diverse altre centinaia di dispositivi in molti altri centri negli Stati Uniti, a cui se ne aggiungeranno non meno di 2000 entro il 2027.
All’attività negli USA si aggiungono le numerose partnership e installazioni attive in altri continenti. Nel solo 2025 Delcon ha chiuso oltre 30 accordi in più di 25 Paesi: tra questi le partnership con i blood center Coastal Bend, UCLA, Hoxworth e Houchin Community negli Stati Uniti, Canadian Blood Services in Canada, nuove attivazioni in Europa e più di 15 deal tra America Latina, Asia e Medio Oriente. Nel complesso il footprint globale di Delcon ha raggiunto 51 Paesi e 2655 dispositivi installati nel solo ultimo anno – quest’ultimo dato in crescita dell’82% rispetto al 2021.
“Negli Stati Uniti stiamo consolidando un posizionamento costruito su una combinazione distintiva di design, affidabilità operativa e gestione avanzata del dato – dichiara Barbara Sala, CEO di Delcon -. Gli Stati Uniti sono per noi una “palestra di innovazione” dove la reattività degli operatori ci spinge a evolvere costantemente. I risultati economici e commerciali che stiamo ottenendo ci danno ora le risorse per investire ulteriormente nello sviluppo software e nelle tecnologie per la lavorazione del sangue intero, i due pilastri su cui costruiremo la crescita dei prossimi anni”.
Un ecosistema digitale integrato
L’accordo statunitense si inserisce in una strategia orientata alla costruzione di un ecosistema interconnesso. La digitalizzazione parte dal coinvolgimento del donatore con OpenChair, piattaforma che utilizza l’AI per incentivare le donazioni. Dopo il lancio e la prima implementazione di successo nel 2024, la soluzione è oggi adottata da 4 operatori statunitensi (Carter BloodCare, Atlanta Blood Service, ImpactLife Blood Center, e Central California Blood Center), con un raggio di azione delle attività che tocca una vasta porzione del territorio americano.
I dati raccolti sul campo confermano l’efficacia del sistema: quando OpenChair si concentra sulle persone che hanno donato in passato ma non lo fanno da tempo, le campagne di riattivazione le rendono circa tre volte più propense a donare rispetto a un gruppo analogo che riceve comunicazioni standard. Anche sulle campagne di coinvolgimento di nuovi donatori OpenChair porta in media a risultati circa doppi rispetto ai gruppi non coinvolti. Per un blood center che utilizza OpenChair come servizio per l’intera comunicazione con i donatori, l’adozione della piattaforma contribuisce a un +17% nel tasso di donazione anno su anno, con il triplo di donazioni in più generate da un numero doppio di donatori unici, un incremento del +150% delle donazioni su appuntamento. Nell’ultimo anno OpenChair ha veicolato complessivamente 3,7 milioni di messaggi (email e SMS) per i blood center partner.
Il software non si limita al reclutamento: dialoga con le bilance Milano acquisendo dati sull’esperienza reale di donazione e apprendendo dai feedback dell’utente per personalizzare le interazioni future.
“L’integrazione di sistemi di gestione del dato è l’area in cui stiamo investendo di più – prosegue Sala –. Nelle scorse settimane abbiamo siglato un innovation agreement con il Gulf Coast Regional Blood Center in Texas, centro che supporta oltre 170 ospedali e partner sanitari. Con Gulf Coast abbiamo costruito un framework operativo per co-creare, testare e scalare soluzioni ad alto impatto basate su un sistema di tecnologie connesse, da OpenChair e DelcoNet fino ai dispositivi sul campo, pensato per integrare dati e processi e generare valore lungo tutta la filiera, dalla comunicazione al donatore alla raccolta e alla lavorazione del sangue. È il passaggio che ci permette di affiancare alla crescita dell’hardware una nuova dimensione di servizi e innovazione data-driven per i blood center”.
Sul campo, l’efficienza della raccolta è supportata anche da “Roma”, un sigillatore portatile senza fili che, riprendendo le linee ergonomiche della bilancia Milano, migliora la sicurezza e l’operatività dello staff medico. Il cerchio si chiude nella fase di lavorazione del sangue intero, dove Delcon si prepara a introdurre anche nel mercato americano i nuovi separatori “Giotto Monza”, tecnologia che ha ottenuto la certificazione FDA nel 2025.
La crescita dei volumi richiesti dal mercato americano ha generato un cambio di passo anche sul fronte industriale. La necessità di soddisfare commesse di questa entità ha spinto l’azienda ad aumentare la propria capacità produttiva, passando da una media storica di circa 300 pezzi l’anno a un setup in grado di gestire fino a 2000 unità. Un’espansione che, per l’assemblaggio e la fornitura di componentistica elettronica e meccanica, continua ad avvalersi del supporto di partner specializzati del territorio bergamasco.
