• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Data Center
  • Contattaci
Close Menu
Sanità DigitaleSanità Digitale
    Facebook X (Twitter) LinkedIn Instagram Vimeo RSS
    martedì, 10 Febbraio
    Trending
    • Digital Twin: avanza la ricerca del Centro Diagnostico Italiano
    • Malattie Rare: come l’IA sta aiutando a risolverle
    • Reply e IEO insieme per la digitalizzazione della biobanca attraverso l’Intelligenza Artificiale
    • PMA: la sfida dell’Intelligenza Artificiale
    • Nasce DatAIMed, la prima AI europea che supporta i medici nelle decisioni cliniche basate sulle evidenze scientifiche
    • L’ASL Bari digitalizza le cure domiciliari
    • L’italiana Delcon accelera negli USA: siglati accordi per 8 milioni di dollari per i dispositivi per le donazioni del sangue
    • eSource: la svolta digitale per i centri di ricerca clinica pensata da Veeva
    Facebook X (Twitter) LinkedIn Instagram Vimeo RSS
    Sanità DigitaleSanità Digitale
    • Home
    • Cura
    • Tendenze
    • Riabilitazione
    • No Limits
    • Incontri
    Sanità DigitaleSanità Digitale
    Sei qui:Home»Cura»PMA: la sfida dell’Intelligenza Artificiale

    PMA: la sfida dell’Intelligenza Artificiale

    By Redazione BitMAT10 Febbraio 20263 Mins Read
    Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp Telegram Reddit Email

    L’IA apporta i suoi vantaggi anche in un campo delicato come quello della PMA. Una review italiana appena pubblicata sulla rivista “Current Opinion in Obstetrics and Gynecology” ha analizzato oltre dieci anni di letteratura scientifica e 264 pubblicazioni; la PMA può fare la differenza a patto che a gestirla siano solo e sempre professionisti della sanità adeguatamente formati

    intelligenza-artificiale-PMA

    “In uno scenario in cui l’infertilità riguarda una persona su sei nel mondo e in molti Paesi le cure restano inaccessibili per costi elevati, l’IA potrebbe costituire un supporto al trattamento più mirato, equo e sostenibile. Per questo è sempre più importante preparare professionisti della sanità capaci di interpretare l’innovazione tecnologica e di valutare l’impatto reale sulla vita delle persone”: queste le parole della Prof.ssa Laura Rienzi, Professore Associato di Scienze Biomolecolari all’Università di Urbino e Direttore Scientifico di IVIRMA Italia*.

    Un impatto che permetterà di personalizzare e accelerare il percorso, spesso lungo e difficile, della procreazione medicalmente assistita. E’ quanto emerge da una recente review italiana pubblicata sulla rivista internazionale Current Opinion in Obstetrics and Gynecology, che ha analizzato oltre 264 studi condotti in 10 anni di ricerche sull’applicazione dell’IA alle tecniche di PMA.  Secondo gli autori, le aree più promettenti sono gli ambiti meno esplorati, ma molto importanti per gli aspiranti genitori e clinicamente strategici, come la predizione personalizzata degli esiti, il counselling delle coppie e l’integrazione dei dati lungo l’intero percorso di trattamento, anziché quelle più visibili come la selezione embrionale.

    «Il vero valore dell’intelligenza artificiale non è sostituire il medico o il biologo, ma supportarlo», spiega Danilo Cimadomo, primo autore della review, professore associato all’Università di Pavia e coordinatore scientifico di IVIRMA Italia*. «L’IA può integrare informazioni cliniche, biologiche e anamnestiche che, prese singolarmente, hanno un significato limitato, ma insieme possono migliorare la qualità delle decisioni.”

    La capacità dell’IA di analizzare grandi quantità di informazioni in tempi rapidi apre infatti scenari nuovi per una medicina della riproduzione sempre più personalizzata e basata sui dati: già oggi consente di valutare ovociti e spermatozoi con precisione, individuando quelli con le maggiori probabilità di successo. Permette inoltre di raccogliere rapidamente informazioni cliniche liberando i medici dalle carte e permettendo loro di concentrarsi sul paziente; di analizzare in tempi brevi migliaia di casi simili, suggerendo quale trattamento ha più chance per quella specifica coppia e rendendo il percorso meno incerto.

    «L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale è comprensibile, ma va accompagnato da evidenze solide», precisa Cimadomo. Secondo l’esperto, il rischio è confondere la complessità dell’algoritmo con il progresso clinico, finendo per applicare l’IA in ambiti dove il margine di miglioramento è “biologicamente limitato” e rendendo difficile osservare un vero vantaggio per i pazienti.

    Un altro aspetto cruciale riguarda la qualità dei modelli: perché l’AI diventi uno strumento realmente utile, deve essere trasparente e integrata nel processo decisionale del medico. «Non servono algoritmi sempre più complessi», conclude la coautrice dello studio Laura Rienzi «ma modelli e strumenti affidabili, comprensibili e capaci di produrre benefici reali per i pazienti. È in questa prospettiva che si inserisce il Master “Biologia e biotecnologie della riproduzione: dalla ricerca alla clinica”, attivo presso l’Università di Pavia, che forma professionisti capaci di coniugare ricerca, innovazione tecnologica e pratica clinica.

    intelligenza artificiale PMA
    Share. Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp Telegram Reddit Email

    Correlati

    Nasce DatAIMed, la prima AI europea che supporta i medici nelle decisioni cliniche basate sulle evidenze scientifiche

    10 Febbraio 2026

    NXP e GE HealthCare accelerano l’innovazione dell’IA nei contesti di cura intensiva

    9 Gennaio 2026

    ICU smart e silenziose: il supporto della tecnologia

    16 Dicembre 2025
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    BitMATv – I video di BitMAT
    2VS1 incontra GCI: il Presales tra strategia, tecnologia e metodo
    Snom amplia l’ecosistema delle comunicazioni professionali
    Cybersecurity tra presente e futuro: minacce, trend e strategie per il 2026
    RS Italia, sostenibilità come leva strategica per la filiera
    Dal Forum Fiscale di Wolters Kluwer Italia le voci e le idee che stanno cambiando la professione
    Più Letti

    Digital Twin: avanza la ricerca del Centro Diagnostico Italiano

    10 Febbraio 2026

    Malattie Rare: come l’IA sta aiutando a risolverle

    10 Febbraio 2026

    Reply e IEO insieme per la digitalizzazione della biobanca attraverso l’Intelligenza Artificiale

    10 Febbraio 2026

    PMA: la sfida dell’Intelligenza Artificiale

    10 Febbraio 2026
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    Sanità Digitale è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    NAVIGAZIONE
    • Cura
    • Tendenze
    • Riabilitazione
    • No Limits
    • Incontri
    Ultime

    Digital Twin: avanza la ricerca del Centro Diagnostico Italiano

    10 Febbraio 2026

    Malattie Rare: come l’IA sta aiutando a risolverle

    10 Febbraio 2026

    Reply e IEO insieme per la digitalizzazione della biobanca attraverso l’Intelligenza Artificiale

    10 Febbraio 2026
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati Iscrizione al tribunale di Milano n° 295 del 28-11-2018 Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.