Con la digitalizzazione della sanità la questione chiave è quella legata ai dati dei pazienti. Il cloud, in pochi anni, sta gradualmente emergendo come la tecnologia più appropriata per affrontare queste nuove sfide. Ma cosa possiamo aspettarci?

Fabio Pascali, Veritas
Fabio Pascali, Veritas

Di Fabio Pascali, Country Manager Italia di Veritas Technologies

Il settore sanitario è in continua trasformazione. Il cambiamento generazionale sta lasciando il posto a professionisti che sono legati alla loro professione ma più sensibili ai vincoli economici e alle innovazioni tecnologiche. Inoltre, i pazienti sono più che mai connessi, tecnologicamente più maturi e richiedono un’assistenza immediata in ambito medico e ospedaliero.

Come molte aziende private, il settore sanitario, per trasformarsi, deve passare attraverso la digital transformation, se non altro per migliorare il dialogo tra pazienti e professionisti.

I professionisti del settore devono essere versatili e reattivi per anticipare al meglio le richieste. La maggior parte è ancora restia a fare il grande passo: muoversi verso un sistema completamente dematerializzato fa paura ai professionisti abituati ad avere il controllo completo del proprio sistema informativo. Inoltre, molti di loro non conoscono le caratteristiche tecniche e i numerosi vantaggi del passaggio al digitale.

Ma la questione chiave al centro di questa trasformazione rimane quella legata ai dati dei pazienti. La sicurezza resta un fattore centrale, così come la certezza di avere le giuste soluzioni tecnologiche che siano in grado di raggiungere tale obiettivo. Il cloud, in pochi anni, sta gradualmente emergendo come la tecnologia più appropriata per gli operatori sanitari per affrontare queste nuove sfide. Ma cosa possiamo aspettarci da questa tecnologia?

Il cloud per rendere i dati sanitari più fruibili e migliorare l’esperienza del paziente

I vantaggi dell’adozione del cloud per le aziende sono molteplici. Innanzitutto, una soluzione dematerializzata come il cloud non è più sinonimo di guasti puramente hardware per i sistemi informativi. Inoltre, i professionisti non sono più limitati in termini di spazio di archiviazione, poiché aggiungere ulteriore memoria diventa semplice. Un altro vantaggio è che la possibilità di esternalizzare i dati ad un fornitore cloud professionale consente alle aziende di delegare questo compito e concentrarsi su questioni che sono più rilevanti per il loro business. Infine, avere un ambiente più connesso riduce anche i costi, adottando soluzioni di archiviazione più economiche e, soprattutto, meno ingombranti.

Queste specifiche possono essere facilmente adattate anche al settore sanitario. Ci sono però vantaggi significativi che possono migliorare notevolmente questo settore: la possibilità di facilitare la collaborazione tra professionisti sanitari che lavorano nello stesso team, ad esempio, ma anche che lavorano in città diverse. In questo caso, le cartelle cliniche e i documenti elettronici dei pazienti possono essere condivisi istantaneamente. Anche la collaborazione di medici a distanza sui trattamenti diventa sempre più efficace. Così, un paziente curato e monitorato in un centro sanitario di Milano, per una qualsiasi emergenza, potrà accedere facilmente al suo percorso di cura e condividerlo con i medici in loco, anche durante un viaggio di lavoro a Roma.

Il cloud per garantire la sicurezza dei dati sanitari

La sicurezza e la riservatezza dei dati dei pazienti devono rimanere al centro dei pensieri delle parti interessate. Questa è la principale preoccupazione dei professionisti, specialmente con la crescente frequenza di attacchi hacker e furto dati.

Il cloud è oggi considerato una delle tecnologie di archiviazione dati più sicure al mondo. A differenza delle soluzioni on premise, infatti, il cloud ha diversi livelli di sicurezza e la data protection è meglio garantita da meccanismi di ridondanza. Tuttavia, è utile fare attenzione al concetto di data responsability, che coinvolge sia il cloud provider che l’azienda che detiene i dati. Secondo lo studio Truth in Cloud condotto da Veritas, il 69% delle organizzazioni crede erroneamente che la protezione, la riservatezza e la conformità dei dati siano responsabilità del proprio fornitore di servizi cloud.

Pertanto, nel caso di adozione di una strategia cloud, è fondamentale affrontare alcune scelte in grado di mantenere lo stesso livello di protezione e di disponibilità del dato, esistente on premise. Al tempo stesso, la strategia di migrazione di applicazioni verso il cloud, può creare o meno un lock-in verso il cloud provider. Scegliere quindi soluzioni indipendenti può garantire migrazioni semplici e libertà nell’indirizzare scelte future, quali il multi-cloud o il ritorno dei dati on premise.

I vantaggi del cloud sono ormai consolidati, ma i professionisti devono ancora abituarsi a tutto questo. Tuttavia, si stanno rendendo conto che, per poter fornire ai propri pazienti cure all’avanguardia, dovranno affidarsi a dati attendibili, archiviati a costi inferiori e quindi dotarsi di tecnologie significative. Ma, per raggiungere questo obiettivo, è prima di tutto l’educazione tecnologica e quindi la collaborazione tra i vari attori che incoraggerà questo cambiamento nella trasformazione digitale su larga scala.